Si scrive “Spac”, ma si legge accoglienza Ecco la scuola di italiano per l’integrazione
la storia La scuola SPAC di Caleidos è da poco diventata centro d’esame accreditato: certificherà la conoscenza della lingua italiana. La certificazione sarà ufficializzata attraverso l’esame CELI,...
la storia
La scuola SPAC di Caleidos è da poco diventata centro d’esame accreditato: certificherà la conoscenza della lingua italiana. La certificazione sarà ufficializzata attraverso l’esame CELI, accreditata dall’università italiana per stranieri di Perugia e suddiviso in sei diversi livelli (dall’A1 al C2) ognuno dei quali accerta una capacità comunicativa spendibile in situazioni e contesti diversi.
Le prove d’esame CELI, così come le lezioni, saranno sostenute nella nuova sede in via del Tirassegno 40/b.
Ma la scuola SPAC è qualcosa di più: «Il progetto Scuola per Adulti Caleidos nasce nel 2014, con l’avvio dell’accoglienza cosiddetta Mare Nostrum e la straordinarietà dei suoi numeri c’era bisogno di dare forma e struttura sempre meglio definita. Nel corso di tre anni di lavoro il progetto parla 20 lingue e le sfide quotidiane per la comprensione reciproca ci hanno imposto il reclutamento di nuovi interpreti e mediatori, sempre più qualificati. Oggi la squadra dei docenti è composta da venti insegnanti, organizzate in equipe territoriali sui diversi distretti della provincia». Così il Vicepresidente di Caleidos , Francesco Baraldi, racconta i progressi della cooperativa.
«La SPAC si rivolge attualmente ai richiedenti asilo sul territorio modenese - precisa Alessandra Tagliavini, coordinatrice scolastica - Si tratta per lo più di maschi tra i 18 e i 35 anni provenienti da Africa e Asia, ma in prospettiva vorrebbe coinvolgere qualsiasi adulto non italofono presente».
Gli studenti coinvolti sono attualmente 850 sparsi tra le sede di Modena, Carpi, Castelfranco, Formigine, Sassuolo, Fiorano, Vignola e Pavullo. Da pochi giorni Modena ha un nuova sede, dislocata dallo studentato in cui molti alunni vivevano e studiavano, rinchiusi nel loro isolamento.
«Abbiamo rilevato che stare sempre all’interno dello stesso luogo (per mangiare dormire studiare e relazionarsi) equivale a farti diventare elemento di una struttura simil-carceraria , chiudendoti a tua volta anche al desiderio». Adesso gli studenti hanno un luogo in cui recarsi per andare a scuola, per uscire dall’isolamento e fare entrare la vita nello studente. Per quanto concerne le classi «gli studenti vengono raggruppati secondo livelli di scolarizzazione e alfabetizzazione analoghi; anche la dimensione dei gruppi varia: preferendo piccoli gruppi per gli studenti più in difficoltà».
Il diverso grado di scolarizzazione degli studenti implica tempi di apprendimento e preparazione al CELI diversi, tuttavia la scuola rimane aperta tutto l’anno. «La formazione è totalmente gratuita e non è esclusiva per i richiedenti asilo, anzi, l’obiettivo è quello di creare una mescolanza di persone, una comunità. La SPAC vuole essere il luogo dove ogni persona sa di essere accolta, unita da rapporti sociali, linguistici, morali e da interessi comuni, quindi fare comunità significa avere un luogo dove sia possibile imparare da altre persone e portare alla luce proprie esperienze per poi trasmetterle». —
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