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L’istituto creato dalla cooperativa Caleidos si è trasferito in via del Tirassegno e oggi offre la certificazione linguistica per gli stranieri  

Si scrive “Spac”, ma si legge accoglienza Ecco la scuola di italiano per l’integrazione

Andrea Gibellini
Si scrive “Spac”, ma si legge accoglienza Ecco la scuola di italiano per l’integrazione

la storia La scuola SPAC di Caleidos è da poco diventata centro d’esame accreditato: certificherà la conoscenza della lingua italiana. La certificazione sarà ufficializzata attraverso l’esame CELI,...

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la storia



La scuola SPAC di Caleidos è da poco diventata centro d’esame accreditato: certificherà la conoscenza della lingua italiana. La certificazione sarà ufficializzata attraverso l’esame CELI, accreditata dall’università italiana per stranieri di Perugia e suddiviso in sei diversi livelli (dall’A1 al C2) ognuno dei quali accerta una capacità comunicativa spendibile in situazioni e contesti diversi.

Le prove d’esame CELI, così come le lezioni, saranno sostenute nella nuova sede in via del Tirassegno 40/b.

Ma la scuola SPAC è qualcosa di più: «Il progetto Scuola per Adulti Caleidos nasce nel 2014, con l’avvio dell’accoglienza cosiddetta Mare Nostrum e la straordinarietà dei suoi numeri c’era bisogno di dare forma e struttura sempre meglio definita. Nel corso di tre anni di lavoro il progetto parla 20 lingue e le sfide quotidiane per la comprensione reciproca ci hanno imposto il reclutamento di nuovi interpreti e mediatori, sempre più qualificati. Oggi la squadra dei docenti è composta da venti insegnanti, organizzate in equipe territoriali sui diversi distretti della provincia». Così il Vicepresidente di Caleidos , Francesco Baraldi, racconta i progressi della cooperativa.

«La SPAC si rivolge attualmente ai richiedenti asilo sul territorio modenese - precisa Alessandra Tagliavini, coordinatrice scolastica - Si tratta per lo più di maschi tra i 18 e i 35 anni provenienti da Africa e Asia, ma in prospettiva vorrebbe coinvolgere qualsiasi adulto non italofono presente».

Gli studenti coinvolti sono attualmente 850 sparsi tra le sede di Modena, Carpi, Castelfranco, Formigine, Sassuolo, Fiorano, Vignola e Pavullo. Da pochi giorni Modena ha un nuova sede, dislocata dallo studentato in cui molti alunni vivevano e studiavano, rinchiusi nel loro isolamento.

«Abbiamo rilevato che stare sempre all’interno dello stesso luogo (per mangiare dormire studiare e relazionarsi) equivale a farti diventare elemento di una struttura simil-carceraria , chiudendoti a tua volta anche al desiderio». Adesso gli studenti hanno un luogo in cui recarsi per andare a scuola, per uscire dall’isolamento e fare entrare la vita nello studente. Per quanto concerne le classi «gli studenti vengono raggruppati secondo livelli di scolarizzazione e alfabetizzazione analoghi; anche la dimensione dei gruppi varia: preferendo piccoli gruppi per gli studenti più in difficoltà».

Il diverso grado di scolarizzazione degli studenti implica tempi di apprendimento e preparazione al CELI diversi, tuttavia la scuola rimane aperta tutto l’anno. «La formazione è totalmente gratuita e non è esclusiva per i richiedenti asilo, anzi, l’obiettivo è quello di creare una mescolanza di persone, una comunità. La SPAC vuole essere il luogo dove ogni persona sa di essere accolta, unita da rapporti sociali, linguistici, morali e da interessi comuni, quindi fare comunità significa avere un luogo dove sia possibile imparare da altre persone e portare alla luce proprie esperienze per poi trasmetterle». —



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