Accordo Castelfrigo-Cisl Il giudice: «Regole rispettate»
Il Tribunale non ha riscontrato nessuna condotta antisindacale nella trattativa che portò all’assunzione di 72 operai che non avevano preso parte agli scioperi
CASTELNUOVO
La condotta della Fai Cisl e della Castelfrigo non è stata antisindacale: a stabilirlo, il giudice del lavoro del Tribunale di Modena che ha respinto il ricorso presentato dalla Flai Cgil. La sentenza fa riferimento a quanto accaduto il 27 dicembre 2017 quando, nel pieno dello sciopero di 75 dei 127 ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo a rischio licenziamento, la Fai Cisl siglò un accordo con l’azienda che prevedeva l’assunzione dei 72 lavoratori che non avevano preso parte alla protesta continuando a prestare servizio all’interno della ditta.
Una volta appresa la notizia la Flai Cgil, il sindacato che seguiva i lavoratori in sciopero, decise di denunciare sia l’azienda che la Cisl per condotta antisindacale. Il giudice del lavoro, tuttavia, ha ritenuto quell’accordo legittimo dando pienamente ragione sia alla Castelfrigo che alla Fai Cisl le quali adesso si dicono pienamente soddisfatte. Quell’accordo fu, tuttavia, duramente criticato sia dai lavoratori che da mesi stavano portando avanti uno sciopero della fame e un presidio permanente davanti i cancelli della Castelfrigo, sia da gran parte dell’opinione pubblica che in quel periodo stava seguendo la vicenda.
«Abbiamo cercato di garantire la sopravvivenza della Castelfrigo in una fase drammatica, perché sapevamo che era l’unico modo per difendere i lavoratori e creare posti di lavoro - spiega il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi - Siamo stati massacrati per settimane, ma i fatti e un giudice ci dicono che avevamo ragione». «Nelle vertenze aziendali è legittimo avere strategie sindacali diverse – aggiunge il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Non è normale, invece, attaccare chi non la pensa come te e accusarlo di essere un sindacato di comodo». Anche i dirigenti della Castelfrigo hanno commentato la decisione del giudice sottolineando come, diversamente da quanto denunciato dalla Flai Cgil, non siano mai stati posti in essere «discriminazioni, tanto meno legate all’appartenenza a un sindacato anziché a un altro o dovute alla partecipazione agli scioperi».
La Flai Cgil tuttavia non ci sta e annuncia di voler impugnare la sentenza: «Faremo opposizione perché si tratterebbe di un lasciapassare per i comportamenti antisindacali nelle aziende che appaltano nel distretto delle carni - ha spiegato Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil di Modena -. A nostro giudizio il giudice ha riconosciuto la condotta antisindacale dell’azienda e l’indebita interferenza nella scelta del lavoratore a quale sindacato iscriversi, ma non ha condannato la Castelfrigo perché si tratta di fatti “inattuali”, cioè che non persistono o che non hanno prodotto effetti durevoli». —
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