Il sindaco: «Sicurezza per i laghetti Curiel»
CAMPOGALLIANO. C’era solo una remota possibilità di continuare ad accendere un fuoco, fare un barbecue, ma solo nelle aree autorizzate. Uno studio più approfondito da parte dell'Amministrazione...
CAMPOGALLIANO. C’era solo una remota possibilità di continuare ad accendere un fuoco, fare un barbecue, ma solo nelle aree autorizzate. Uno studio più approfondito da parte dell'Amministrazione comunale ha invece messo fine ad ogni speranza per i vacanzieri del weekend. Da luglio nella zona dei laghetti Curiel non si possono più accendere fuochi ma è possibile solo fare dei pic-nic, senza cuocere niente sul posto. E, dopo l'emanazione del divieto, la gente sta rispettando la decisione del Comune e si sta attrezzando con pasti freddi. Ricordiamo che ai trasgressori verrà applicata una multa da 50 a 300 euro. La decisione dal parte del Comune, relativa a questo divieto, sta nel fatto che la zona laghi sarà presto inserita in un più vasto programma di iniziative che daranno ancora più valore ad una zona molto frequentata. «Ci siamo resi conti in primavera che qualcosa andava cambiato – spiega il sindaco Paola Guerzoni – Alle prime accensioni di fuochi primaverili si è registrato qualche incendio, specialmente di piumini e questo poteva costituire pericolo per l'ambiente. L'ideale sarebbe stato vietare l'accensione dei fuochi in giorni particolari, ma sarebbe stata una decisione molto ambigua». La permissione a volte sfocia nell'esagerazione. Ci sono sempre meno posti in provincia dove è possibile fare barbecue. I laghetti Curiel restavano uno degli ultimi baluardi per gli amanti del grill». Prima di attuare il divieto l'Amministrazione aveva anche pensato di aumentare gli spazi dove poter arrostire carne, ma non avrebbe cambiato la situazione. «Abbiamo voluto dare un segnale chiaro – aggiunge Guerzoni - Sono stati fatti anche dei calcoli per vedere di fare pagare qualcosa, ma alla fine non ne valeva la pena. Noi vogliamo che i laghetti Curiel siano usufruibili per tutti». —
NICOLA CALICCHIO.
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