Inquilina violenta: adesso tutto il palazzo si ribella e il Comune di Pavullo studia il caso
Si moltiplicano le denunce di atti di violenza e soprusi subiti Lei è agli arresti domiciliari Municipio e Servizi Sociali pronti ad applicare provvedimenti
PAVULLO. Ci sono anche altre persone che, esasperate ma soprattutto impaurite dalla situazione, hanno denunciato le violenze e gli episodi incredibili vissuti nella palazzina Acer di via Bellettini 1, a Pavullo. Un condominio nuovo (inaugurato nel settembre 2016) che dovrebbe essere un paradiso e invece per molti è diventato un infermo per i comportamenti della 35enne marocchina W.S., che ha già costretto una famiglia a cercare rifugio altrove. La 52enne Assunta Esposito, che abita al secondo piano, ha riferito di una scena da incubo il giorno di Capodanno 2018. Erano le 20.30, e stava organizzando per i bambini una tombolata con una vicina, quando ha sentito delle urla nel pianerottolo sotto. «Scendiamo di corsa – racconta – e vediamo la 35enne brandire un grosso mattarello minacciando di usarlo nei confronti di A.B., figlia di un condomino». Lei e suo marito si sono messi in mezzo per proteggerla, ma la 35enne «ha iniziato a colpire chiunque le si trovasse a tiro. Nel frangente rincasava anche mia figlia con il fidanzato che venivano colpiti, così come mio marito e la mia vicina di casa». Quattro persone. E c'è di più, perché la Esposito riferisce che W.S. «ha più volte minacciato che avrebbe ucciso i due figli di A.B., di sette e dieci anni». Il 12 gennaio 2018, un altro episodio di una gravità inaudita, sempre denunciato. Erano le 14.30: la Esposito stava pulendo l'ascensore, sua figlia 27enne la rampa di scale sotto. All'improvviso sente di nuovo urlare W.S., secondo la quale le scale non andavano pulite. E corre giù perché sa che c'è sua figlia: «Arrivata al piano – descrive – vedo W.S. che, brandendo a due mani un grosso mattarello, alzandolo sopra la testa sferra un colpo violentissimo, dall'alto verso il basso, in direzione della testa di mia figlia. Solo un suo rapido movimento ha fatto sì che il colpo andasse a segno sulla spalla destra anziché sul capo. Mio marito, sopraggiunto, ha impedito che un secondo colpo la raggiungesse prendendo la paletta raccogli immondizia, che si è rotta». Queste e molte altre cose, in un incubo iniziato già dall'ottobre 2016, quando W.S. aveva appena avuto la casa nuova. I condomini riferiscono anche di bambini terrorizzati e colti da attacchi d'asma. «Viviamo nel terrore – ribadisce Assunta – Cosa accadrà quando avrà finito i domiciliari?». Comune e Servizi sociali dell'Unione fanno sapere che il caso è seguito con la massima attenzione, in vista dei dovuti provvedimenti.
DANIELE MONTANARI.
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