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Per il Sant’Agostino un’attesa infinita Il nuovo governo può cambiare i patti

Stefano Luppi
Per il Sant’Agostino un’attesa infinita Il nuovo governo può cambiare i patti

A Roma tecnici e politici non sono più gli stessi della firma Restano due nodi: indagini archeologiche e Ducato Estense

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Dopo l’approvazione in consiglio comunale, a inizio giugno, della variante urbanistica relativa al via libera alla realizzazione dell’intervento sull’ex ospedale Sant’Agostino, emergono ora altri particolari sulla ultra decennale vicenda di restauro dell’edificio settecentesco.

A fine giugno il Ministero per i Beni Culturali ha reso ufficiale il documento che recepisce l’accordo di programma tra Stato, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (proprietaria del Sant’Agostino) nato tempo fa con la firma del segretario generale del Ministero.

Se l’accordo di programma era, però, nato dal ministero controllato dal centrosinistra con Dario Franceschini ora viene avanti qualche problema. La firma di fine giugno, infatti, è della “delegata” Sabina Magrini, la segretaria regionale del Ministero indicata da un segretario generale e un ministro che appunto non ci sono più. Che il progetto del Sant’Agostino - edificio che dovrà contenere una parte della biblioteca Estense, la Galleria Civica, Fondazione Mav e altro - non sia “amato” da tutti non è una novità e proprio questi cambi di nomi potrebbero complicare il percorso.

Quel che emerge, però, sono alcune vicende che dopo un anno di durata della Conferenza dei servizi non permettono ancora al presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli e al sindaco Gian Carlo Muzzarelli di cantare vittoria sul complicato progetto di restauro firmato dalla archistar Gae Aulenti.

Intanto le indagini archeologiche che sono ancora da terminare e questo è un punto cruciale nel via libera del progetto definitivo che per ora non può partire.

Poi c’è la vicenda relativa al capo dell’ufficio legislativo del Ministero dei beni culturali Paolo Carpentieri: il dirigente è colui che si è occupato della sentenza del Tar che era contraria al Sant’Agostino. Nei giorni scorsi Carpentieri si è dimesso dal suo incarico al Ministero per gli scandali relativi alla costruzione del nuovo stadio di Roma. Non ci sono collegamenti con il progetto modenese, ci mancherebbe, ma Carpentieri è un’altra persona che viene a mancare in una filiera già di per sè piuttosto complicata nel corso degli anni. E proprio adesso che c’era bisogno di accelerare, nuovo Governo e nuovi tecnici rischiano di avere necessità di tempi di lavoro più lunghi rispetto alle attese modenese. Per evitare ulteriori passi falsi su un progetto culturale-edilizio delicato e importantissimo per la città, c’è da usare molta prudenza. Anche perché, appunto, si deve arrivare ad una integrazione delle indagini di archeologiche relative alla possibile presenza delle mura bassomedievali e di indagini stratigrafiche sull’ex Istituto pediatrico e Istituto clinico.

Già risolta, attraverso i pareri dei comitati tecnico-scientifici del Ministero, la vicenda che ha portato al via libera della copertura vetrata del Gran Cortile e della Galleria vetrata. Infine resta da comprendere se l’attuale ministro Alberto Bonisoli del governo Lega-M5S confermerà o meno il progetto“Ducato Estense”, fiore all’occhiello del suo predecessore Dario Franceschini, da cui arrivano finanziamenti per le altre parti del milionario progetto che comprende anche ex Estense e Palazzo dei Musei. E questi finanziamenti non sono marginali. —



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