La Corte Costituzionale salva il processo Aemilia
È incostituzionale la norma che consente «che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati nel regolare l’astensione degli avvocati nei procedimenti e nei processi...
È incostituzionale la norma che consente «che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati nel regolare l’astensione degli avvocati nei procedimenti e nei processi in relazione ai quali l'imputato si trovi in stato di custodia cautelare, interferisca con la disciplina della libertà personale dell'imputato». Questa la pronuncia della Corte Costituzionale, pubblicata ieri, che sostanzialmente conferma la correttezza dei giudici del Processo Aemilia nell’aver fatto proseguire le udienze nonostante lo sciopero degli avvocati del maggio 2017.
Il collegio giudicante non aveva sospeso le udienze, nonostante lo sciopero, per l’interesse degli imputati detenuti, che per effetto dello sciopero avrebbero visto aumentare il loro periodo di detenzione. Gli avvocati, guidati dalla Camera Penale di Modena erano stati ascoltati dalla Corte Costituzionale, interpellata dal Tribunale di Reggio, presieduto dal Modenese Francesco Maria Caruso. La Corte Costituzionale, presidente Giorgio Lattanzi, nella sentenza 180 accoglie le argomentazioni che avevano portato il collegio giudicante a porre la questione di legittimità costituzionale. Il processo è in salvo. —
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