Gazzetta di Modena

Modena

La maxitruffa: investimenti fasulli società modenese nella rete europea

La maxitruffa: investimenti fasulli società modenese nella rete europea

L’austriaca Mga Consulting raccolse in città 5 milioni di euro da 144 risparmiatori, ma il denaro era spartito tra gli indagati

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Si presentavano come promotori finanziari di alto profilo per conto di società estere. Garantivano interessi del 12% all’anno. In questo modo hanno fatto cadere nella loro rete almeno trecento risparmiatori con un presunto “schema Ponzi”, il metodo piramidale più classico della truffa finanziaria e che, col gioco di scambio tra denaro fresco e pagamenti, prima o poi si incaglia lasciando disastri e dissesti. E in questo caso anche un omicidio su commissione: quello dell’architetto di Como Alfio Molteni, ucciso nel 2016 a Carugo. Indagando per 2 anni, la guardia di finanza lariana è arrivata ieri a chiudere l’inchiesta con 40 indagati. Tra questi anche i due modenesi che facevano parte di una delle società finanziarie non autorizzate oggi ritenute elemento di un’associazione a delinquere ai danni di risparmiatori. Si tratta della M.g.A. Consulting Gmbh (di diritto austriaco ma operativa a Modena). Questa società - attiva sin dal 2014 all’interno della rete smantellata dalla Procura di Como tra Austria, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Svizzera, Cipro (oltre che in numerose città italiane) ed era finalizzata a commettere delitti di abusivismo finanziario e riciclaggio messi a segno in attraverso le società estero vestite, con strutture anche a Lugano, W&h consulting Sa (di diritto lussemburghese) e Larefer Ltd (di diritto cipriota ma operativa ad Avellino) - era già stata al centro di un’operazione modenese.

L’anno scorso sempre le fiamme gialle di Como fecero sapere di aver arrestato due promotori modenesi: Massimo Seghedoni, 60 anni, con studio in viale Tassoni, e la sassolese Manuela Taglini, 48 anni: per lui il Gip aveva disposto il carcere, per lei la misura degli arresti domiciliari. I due rientravano tra i titolari della M.g.a. Consulting Gmbh con il milanese 47enne Davide Anselmo Levi e il 56enne Nicola Antonio Aiello (ai domiciliari), nativo di Catanzaro. La società aveva raccolto 5 milioni di euro stipulando 144 contratti. Secondo le fiamme gialle, i promotori avevano la loro fetta di guadagno: le provvigioni spettanti ai cinque agenti e promotori della M.g.A. oscillavano tra il 15% ed il 25% netto delle somme investite dai clienti da questi procacciati; a queste si aggiungeva una percentuale del 5% sul capitale netto conferito dalla rete dei propri collaboratori. Le somme di denaro raccolte con la collocazione dei prodotti finanziari non erano destinate alle attività di investimento proposte, ma divise tra i componenti dell’associazione e in parte utilizzate per pagare gli elevati rendimenti sugli investimenti sottoscritti dai vari clienti per stimolare la raccolta di altro denaro. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google