Chi guidava la Maserati? Il 60enne era senza patente
Si continua ad indagare sull’incidente in cui hanno perso la vita i due meccanici La vettura sarebbe stata presa all’insaputa del proprietario. Nuove rivelazioni
Ora è un giallo su chi fosse alla guida della Maserati che l’altra sera si è distrutta nell’uscita di strada in via dell’Aeroporto, nell’incidente in cui sono morti i due amici meccanici. Un fatto è certo: Gianni Scaltriti non aveva più la patente. Gli era stata sospesa parecchio tempo fa. Il 60enne, almeno secondo i primi accertamenti, sarebbe la persona che presumibilmente si trovava alla guida della Maserati, non di sua proprietà ma di un suo conoscente. Presumibilmente alla guida: in questo senso si stanno effettuando, come del resto su tutto ciò che riguarda questa tragedia della strada, accurati accertamenti. Il 60enne infatti è stato estratto dall'abitacolo dell'auto dai vigili del fuoco, i primi ad intervenire e che hanno agito in fretta nel tentativo di salvarlo nel minor tempo possibile: le condizioni di Scaltriti erano infatti sin da subito disperate. Il decesso purtroppo è però sopraggiunto durante il viaggio al pur vicino ospedale. Scaltriti era incastrato, come detto, ed è stato trovato, a quanto risulta, in mezzo ai due sedili. È assai presumibile dunque che fosse lui a guidare, anche se ancora non c’è la certezza assoluta. Ma avanza anche un’altra ipotesi, sempre al centro delle indagini, che alla guida si trovasse l’amico, il 70enne Fiorello Dugoni di Nonantola, che è stato ritrovato soltanto ore dopo l'incidente, avvenuto verso le 20.30, perché nell’urto era stato sbalzato all'esterno ed era finito, come poi è risultato, a una ventina a di metri più in là, tra una fitta vegetazione. Da tempo, a quanto pare, il 70enne aveva espresso il desiderio di fare un giro su quel bolide e che Gianni avesse voluto accontentarlo, sedendosi per altro nei sedili posteriori. Tutto dunque da verificare. All’interno dell’auto i soccorritori e la polizia municipale avevano trovato un borsello, con un cellulare e documenti, quelli di Dugoni. La compagna di Dugoni, Angela, è stata quindi informata della tragedia e, assieme ai carabinieri, portata a Baggiovara per il riconoscimento di quella che, per chi era intervenuto nell’incidente, risultava essere l'unica vittima. Angela ha subito riconosciuto che non si trattava del suo compagno Fiorello. «Non è il mio compagno - ha detto alle forze dell’ordine - questo è il suo amico. Con lui c’era Fiorello, andate a cercarlo». E così è stato. Dopo qualche ora il 70enne è stato ritrovato senza vita. Quanto alla Maserati, risultava essere di proprietà di una terza persona, Walter Bergamini. Il quale, nel cuore della notte dunque, è stato informato della vicenda. A quanto risulta il titolare dell'auto non era a conoscenza che Gianni Scaltriti, suo conoscente, avesse preso l’auto. Gianni, che aveva una figlia di 7 anni dalla sua compagna e che viveva a Rubiera con la madre, e Walter Bergamini erano conoscenti.
Il 60enne non aveva lavoro fisso, sapeva di motori, era un meccanico che si arrangiava con qualche lavoretto sporadico, a seconda delle occasioni. Non era alle dipendenze dei Bergamini, non aveva alcun incarico, ma era stato semplicemente aiutato: gli era stato concesso un pezzetto di terreno, vicino ai capannoni di Marzaglia, dove poteva coltivare un po’ di orto per se stesso. Probabilmente, all'insaputa di tutti, è salito sulla Maserati che era all'interno del capannone per fare un giro in compagnia con l’amico Fiorello. —
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