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Il Comune si appropria di due appartamenti confiscati alla mafia

Il Comune si appropria di due appartamenti confiscati alla mafia

L’annuncio del sindaco Maria Costi: «Iter completato» Ospiteranno una famiglia e le donne vittime di violenze 

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FORMIGINE. Dopo Maranello, anche il Comune di Formigine entra in possesso di beni che sono stati confiscati alle mafie: si tratta di due appartamenti con annessi garage che saranno utilizzati a scopo sociale.

A darne l’annuncio è stato il sindaco Maria Costi durante il Consiglio comunale che si è tenuto giovedì, rispondendo a una interpellanza dei consiglieri Ottani, Benassi e Tamburini, il primo cittadino ha comunicato di aver concluso le pratiche per ottenere in proprietà due beni immobili (in via Svevo) confiscati alla criminalità organizzata a seguito di un procedimento giudiziario. Si tratta di due appartamenti residenziali con annessi garage, di recente costruzione, in discreto stato di conservazione (necessitano di alcuni interventi di recupero). Il percorso fatto dall’amministrazione risale a marzo 2016, alle prime notizie di stampa sulla presenza di beni in fase di confisca alla criminalità: «Appena abbiamo avuto l’informazione abbiamo avviato immediati contatti con l’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, abbiamo aderito alla manifestazione di interesse, partecipato alla conferenza dei servizi, preparato la documentazione urbanistica e progettuale - ha evidenziato in aula il sindaco - arrivando alla consegna delle chiavi in meno di due anni dall’avvio delle pratiche, un tempo record considerando la complessità del percorso, giudiziario e amministrativo».

Il recupero dei due appartamenti permetterà di offrire spazi alle famiglie formiginesi in difficoltà, e alle donne vittime di violenza. Questo infatti è l’obiettivo del progetto “Vie d’Uscita”, che ha trovato i fondi per il recupero degli immobili nel bando ad hoc pubblicato dalla Regione. Il percorso è stato particolarmente complesso e ha coinvolto molte differenti amministrazioni pubbliche: uffici giudiziari, Anbc, prefettura, Regione, Agenzia del Territorio, curatore giudiziale, e infine l’Unione del Distretto Ceramico che - in quanto delegata alla gestione dei servizi sociali - curerà la parte attuativa del progetto, assegnando un appartamento a famiglie formiginesi in difficoltà, e uno a donne vittime di violenza. I lavori per il recupero degli spazi inizieranno nelle prossime settimane. —

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