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DALLA PIANURA ALL’APPENNINO 

Passo dopo passo, come i pellegrini di secoli fa i turisti scoprono l’antica Romea Nonantolana

Passo dopo passo, come i pellegrini di secoli fa i turisti scoprono l’antica Romea Nonantolana

VIGNOLA. Come si spostavano, come vivevano e soprattutto perché si muovevano i pellegrini che nel Medioevo attraversavano il fitto reticolo di strade e sentieri di cui è ricca l’Emilia Romagna e la...

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VIGNOLA. Come si spostavano, come vivevano e soprattutto perché si muovevano i pellegrini che nel Medioevo attraversavano il fitto reticolo di strade e sentieri di cui è ricca l’Emilia Romagna e la stessa provincia di Modena? Oggi, cosa è rimasto di questi sentieri e come si possono riconoscere? A queste e a diverse altre questioni ha cercato di rispondere la prima delle due conferenze tenutasi nei giorni scorsi presso il parco della biblioteca nell’ambito di Mens-a, evento internazionale sul pensiero ospitale e la cultura dell'ospitalità, tra scienze umane, filosofia e storia, ideato dall’associazione Apun (Lfa - Aps) e organizzato in compartecipazione tra Comune di Vignola, assessorato alla cultura della Regione Emilia Romagna e l'Università di Bologna. Dopo i saluti della direttrice scientifica dell’evento, prof.ssa Beatrice Balsamo, e del sindaco vignolese, Simone Pelloni, la parola è passata a Monica Valeri della Apt Regione Emilia Romagna, che ha illustrato tra l’altro il portale internet https://camminiemiliaromagna.it, dove si possono ricevere informazioni.

TREDICI CAMMINI IN REGIONE. Sono 13 gli antichi cammini della regione: la via Romea Nonantolana (protagonista della serata, ma anche la Via degli Abati, la Via Francigena e così Via di Linari, Via Matildica del Volto Santo, Via Romea Strata Longobarda Nonantolana, Piccola Cassia, Via degli Dei, Cammino di Sant'Antonio, Via Romea Germanica, Cammino di Assisi, Cammino di San Vicinio e Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna. L’obiettivo di questo portale è quello di valorizzare l’Emilia-Romagna come terra ricca di testimonianze di fede e di passaggio strategico di antiche vie di pellegrinaggio e di commercio, rispondendo alle specifiche esigenze di sviluppo del territorio, dei suoi operatori e degli stakeholder, in un’ottica di turismo lento.

51MILA TURISTI. I numeri stanno dando ragione a chi ha investito nel progetto: è stato calcolato, come ha riferito la Valeri, che nel 2017 siano transitate lungo questa rete di cammini regionale, tra febbraio e ottobre, 51.000 persone, di cui 19.000 hanno soggiornato. Numeri notevoli, per un sistema che coinvolge 150 comuni, 14 associazioni e 15 diocesi. E perché oggi si cammina lungo queste antiche vie? La Valeri ha risposto: «Per rivivere il tempo come elemento attivo, riappropriarsi del tempo proprio. Le persone hanno sempre più bisogno di un viaggio attraverso se stesse». E ancora oggi, sulla via Romea Nonantolana, nel tratto che va da Nonantola a Fanano, si possono riscoprire una quindicina tra chiese, pievi e monumenti rinascimentali che sorgono su impianti precedenti, senza contare gli alberi monumentali (alcuni dei quali hanno più di 500 anni) e la gastronomia di qualità lungo la via . Ovviamente sia presso locali sia al sacco, alla maniera degli antichi pellegrini... —

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