Così l’hobby del cucire è diventato un’impresa
Lisa e Laura, due sorelle, erano disoccupate e con l’idea di “Morbidi pensieri” fanno fiocchi, banner da lettino e decorazioni e li vendono con successo on line
“Ho bisogno di un hobby, mi metto a cucire…”: quando nell’estate del 2016 Lisa mandò questo messaggio a Laura nessuna delle due poteva immaginare cosa il nuovo passatempo avrebbe comportato. Una vera e propria azienda, fondata e gestita da sorelle che senza lavoro e con due bambini appena nati nel giro di un paio di anni si sono inventate un’attività che assicura ad entrambe uno stipendio. “Morbidi Pensieri” con oltre 13 mila like su Facebook e una valutazione a 5 stelle per recensioni, interazione e affidabilità ha un campionario di oltre 30 prodotti fatti a mano per bambini: fiocchi nascita, banner da lettino, metri da parete, quiet book, decorazioni (anche natalizie); e poi bomboniere, set asilo, cornici, baby box. «Ma è partito tutto quasi per gioco, non avevo mai infilato un ago, ho iniziato con i tutorial di Youtube, con l’ovatta di cuscini e pupazzi che non usavo: ricordo che in quel periodo mia cugina Ambra doveva disfarsi di un divano, per noi era oro», racconta Lisa Rebecchi, 29 anni, mamma di Riccardo, originaria di San Felice e residente a Cavezzo. È partito tutto da lei, pochi oggetti realizzati per amici e parenti: i prodotti piacciono, arrivano le prime richieste, le idee si moltiplicano, fioccano gli incoraggiamenti. «Ho pensato che dovrei cominciare a vendere le cose che faccio, ho bisogno di un’operaia», scrive Lisa alla sorella Laura. Insieme decidono di provarci, di “inventarsi” questo benedetto lavoro che mancava ad entrambe: «Non avendo capitali da investire l’unico modo era ottimizzazione costi e tempo e così la nostra pubblicità sono state le foto dei prodotti realizzati e il canale di commercio i social network – evidenzia Laura, 37 anni, mamma di Alessandro, la sorella più grande che vive a Carpi – L’arma è stata la pazienza nel rispondere ad ogni ora del giorno ai messaggi, l’intelligenza a non fare mai dei passi più lunghi delle nostre gambe, la disponibilità e la cortesia con tutte le mamme indecise e ansiose: molte di queste sono ormai nostre amiche». “Morbidi Pensieri” non è il tipico percorso americano di una start up nata in un garage e finita in poco tempo sulla copertina di Forbes, ma è la storia di una terra – l’Emilia – abituata al sacrificio e al coraggio: Lisa e Laura lavorano nei ritagli di tempo in cui i bimbi dormono o sono al nido, i fine settimana al mare o in montagna sono sostituiti da viaggi in fiere e mercatini, le ore serali sul divano da quelle passate a cucire. E poi le richieste alla mamma di cucire lettere e nomi nei periodi di emergenza, le telefonate tramite FaceTime la mattina per pianificare i lavori, i corsi di formazione: «Anche i regali dei nostri compagni si sono trasformati – sorridono – E così nei compleanni e a Natale sono arrivate macchine da cucire e fustelle».
Da poche settimane è attivo anche il sito internet (www.morbidipensieri.it) dove poter visionare le foto dei prodotti e richiedere informazioni attraverso più canali: «Ma la nostra forza resta sempre l’immediatezza delle risposte sui social – concludono le sorelle Rebecchi – e l’idea che personalizzare un prodotto significa assecondare ma anche indirizzare i desideri delle mamme che per i loro figli, naturalmente, desiderano sempre il meglio». —
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