«Ex Amcm, gli imbalsamatori sono dentro ai Cinquestelle»
Lo sfogo dell’assessore Gianpietro Cavazza: «Sono come il lupo di Fedro Se si pensa che il contributo privato sia un danno, allora c’è poco da discutere»
Un’accusa proprio non la accetta: quella di avere (insieme alla giunta) imbalsamato il Parco della Creatività ancora prima di vederlo nascere. E allora contrattacca con Fedro e con il suo lupo, che nella celebre favola cerca ogni pretesto possibile per giustificare quello che ha già deciso di fare, cioè sbranare l’agnello. La citazione è di Gianpietro Cavazza, assessore alla Cultura, che replica così alle accuse del “lupo a Cinquestelle”, che ieri aveva ribadito il suo “no” al progetto ex Amcm, approvato il 12 luglio in Consiglio.
Assessore, il M5S vi accusa di voler imbalsamare il Parco della Creatività… «Imbalsamare?
« Il Parco della Creatività è tutt’altro che imbalsamato. La sua realizzazione è partita con l’edificio ex Aem, mentre entro l’anno prenderà il via l’attività del Laboratorio aperto. Quindi, a settembre si assegneranno i lavori per il nuovo Teatro delle Passioni all’ex Enel, e intanto la scuola di teatro dell’Ert è già attiva. Sembra la favola del lupo e dell’agnello: loro vogliono bloccare tutto quel che si muove, minacciano perfino le carte bollate e accusano noi di imbalsamare?».
Balsami a parte, i pentastellati fanno notare il suo silenzio su uno dei due grandi progetti culturali dei prossimi anni.
«I Cinquestelle dimenticano parecchie cose, a partire dal fatto che la rigenerazione dell’ex Amcm è una scelta culturale, fatta prevalentemente con fondi pubblici. Un pezzo importante della città che rinascerà, andando di pari passo con il progetto culturale».
Nel progetto, però, ci sono anche tre palazzine e un supermercato.
«Che le case e la residenza, insomma le famiglie, e la spesa siano un ostacolo alla cultura è una novità assoluta. I Cinque stelle avrebbero ragione se noi avessimo tagliato gli investimenti e le sedi destinate al Parco della Creatività, ma queste sono tutte confermate. Al contrario, abbiamo dimezzato gli alloggi previsti dai vecchi progetti e tagliato le altezze dei palazzi, mentre la piazza fungerà da agorà, non più da parcheggio. Sono risultati che è difficile non vedere, bisogna proprio volerlo».
Ma non si poteva evitare di costruire e puntare solo sul pubblico?
«All’ex Amcm non si costruirà su un prato verde, ma su una lastra di asfalto, per di più degradata e da bonificare. E l’investimento privato consentirà di arricchire le funzioni pubbliche: la piazza-agorà, il verde che adesso non c’è, i collegamenti ciclopedonali, una nuova palestra. In attesa che M5S e Lega trovino nel bilancio dello Stato i soldi per realizzare solo opere pubbliche, noi abbiamo preferito mobilitare con procedure trasparenti anche capitali privati, al servizio della città. Se però si pensa che privato sia danno, allora c’è poco da discutere». —
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