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«Io, il diabete e lo Stretto da fare a nuoto» Le speranze di Asia per battere il record

Saverio Cioce
«Io, il diabete e lo Stretto da fare a nuoto» Le speranze di Asia per battere il record

«Lo sport è una cura assieme alla dieta. Mi alleno sei ore tutti i giorni in piscina e non ho paura di buttarmi in mare aperto»

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Gli orecchini con i piccoli delfini? Ci sono anche quelli in valigia, e non se ne separa mai. Glieli hanno regalati da quando aveva sei anni e aveva appena iniziato a nuotare e l’accompagneranno anche nella sua trasferta in Sicilia dove Asia Venturelli cercherà di battere qualche record, primo tra tutti quello di testimoniare che con il diabete si può convivere.

Ha compiuto 14 anni il 2 gennaio, ha superato le prove di terza media a pieni voti e si è preparata con grinta per l’esame del Mediterraneo che l’aspetta il 7 agosto.

Assieme a un ragazzo di Torino di 17 anni si butterà in acqua da Capo Faro, a poca distanza da Messina, per attraversare lo Stretto a nuovo e dimostrare al mondo che si può vivere alla grande anche con il diabete. Si possono vincere anche i primati sportivi convivendo con una malattia che per Asia e per migliaia di giovani come lei è un’indesiderata compagna di vita.

Più di tre chilometri a nuoto e il diabete: come la mettiamo?

«A me hanno diagnosticato la malattia quando avevo 22 mesi - racconta asia nella sua casa di Castelnuovo, dove vive assieme al fratello Alan, 9 anni, al papà Emanuele e alla mamma Simona Mundici - Da piccola mi hanno fatto le cure necessarie poi ho continuato con la dieta e tanto sport. E poi c’è il microinfusore che porto sempre, notte e giorno, e che rifornisce il mio pancreas di insulina. Limitazioni nella vita quotidiana? Nessuno, il nuoto e lo sport sono una gioia oltre che una medicina».

La giudiziosa ragazzina di 14 anni sgrana gli occhioni verdi e sorride. Sotto la cascata di riccioli biondi c’è una volontà di ferro che l’ha già portata sul podio assieme alla squadra di nuotatori con cui gareggia.

Come ti alleni per passare lo Stretto di Messina?

«I 25 metri della piscina di Formigine li faccio avanti e indietro centinaia di volte, assieme all’allenatore che mi guida e ai miei compagni di squadra dell’Onda Blu Formigine. Con loro quest’anno abbiamo vinto il campionato a squadre Fin nella categoria Ragazze».

Qualche esempio?

«Ogni giorno 6 chilometri e lavoro di palestra, a intervalli. Il carico di lavoro massimo è di 4 mila metri, 160 vasche. Perdo qualcosa in virata ma credo che in mare aperto me la caverò meglio. La distanza da coprire sarebbe poco meno di 3 chilometri che diventano 3,2 nel tragitto che è stato scelto per questa iniziativa, in modo da essere ostacolati il meno possibile dalle correnti».

Le correnti, ma anche il freddo che arriva, la mancanza di punti di riferimento sul fondo

«Ci saranno le barche d’appoggio, mio padre sul gommone, mi seguiranno i tecnici e gli altri amici dei giovani diabetici. Vorrei arrivare per prima in Calabria».

Domani partenza per la Sicilia e nei prossimi giorni Asia inizierà a prendere confidenza con le lunghe distanze in mare aperto, ma senza strafare. Il necessario per non perdere l’allenamento con occhialini e pinne e il 7 agosto arriva la grande sfida. —





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