«Lavorerò per curare la malattia e farò ricerca con le staminali»
I progetti dopo la traversata con lo studio in primo piano Bandiera (Agdm): «La realtà dei giovani diabetici riguarda centinaia di pazienti modenesi»
«Qualsiasi cibo, a cominciare da pasta e riso, alla fine diventa zucchero ed energia nel sangue». Lo dice con un sospiro mamma Simona mentre guarda con tenerezza Asia.
La sua primogenita annuisce convinta. Tutta la famiglia, a cominciare dalla figlia coinvolta nel diabete giovanile, è consapevole che il dispositivo per la microinfusione di insulina è un privilegio che da vent’anni appartiene alle ultime generazioni , che possono regolare alla perfezione il dosaggio, quando serve.
Per il resto la dieta e lo sport sono i pilastri attorno a cui è costruita la vita quotidiana. «Certo cosa si mangia è molto importante - spiega la signora Mundici - ma ancora più decisiva è l’attività fisica. Ogni giorno mi organizzo per portare Asia in piscina. Crescendo anche Alan si è appassionato al nuovo. Se lei ha iniziato come specialista di rana, lui va bene sia in rana che nello stile libero. Però è Asia che è molto determinata, sia in piscina che nello studio a scuola. Per il resto sul piano sanitario molto lo dobbiamo anche al prof. Iughetti che la segue da sempre a Pediatria e alla dottoressa Predieri. Entrambi sono molto importanti per tutti i giovani che hanno questa malattia».
« Cosa farò da grande? - aggiunge Asia - Di sicuro inizio a settembre l’istituto Fermi seguendo l’indirizzo chimico e dopo il diploma mi iscriverò a medicina. Il mio desiderio è di diventare ricercatrice e seguire gli studi sul diabete, soprattutto sull’uso delle staminali per sistemare quello che non funziona nel pancreas. Prima ancora dei trapianti o dei pancreas artificiali su cui pure ci sono ricerche, credo molto in questo campo perchè le staminali sono il futuro».
Quando dice queste cose non tentenna. Asia non è più la ragazza che cerca il record, che vuole aiutare a far conoscere i problemi del diabete e a spingere i più giovani a migliorare le condizioni di vita. La sua esperienza, quella disfunzione che l’accompagna da sempre e che le condiziona la villa è diventata una molla che l’ha portata a cambiare la sua vita quotidiana e anche quella futura.
Nella retorica dello slogan “Trasformiamo ogni difficoltà in opportunità” qui c’è veramente chi ha preso l’asta di una vita complicata per saltare sempre più in alto ogni ostacolo.
«Il messaggio che le centinaia di vogliamo mandare a tutti coloro che sono colpiti da questa malattia subdola - dice Daniele Bandiera, presidente dell’Agdm - è quello che è possibile fare una vita normale e senza limitazione. Il diabete non è un freno a patto di essere ben seguiti, curati e mantenere uno stile di vita sano basato sul controllo dell’alimentazione e sul moto fisico. A Modena ci sono centinaia di giovani colpiti dalla patologia su un totale di pazienti che è infinitamente più ampio. L’importante è capire che lo stile di vita è importante quanto i farmaci». —
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