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Aumentano i morti sulle strade di Modena: pedoni e ciclisti sempre “a rischio”

Stefano Totaro
Aumentano i morti sulle strade di Modena: pedoni e ciclisti sempre “a rischio”

Nel 2017 sono 51 i decessi: 14 in più rispetto all’anno prima. Le ore più pericolose? Pomeriggi e sere di mercoledì e giovedì

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MODENA I giorni più funesti, quelli più a rischio? Non quelli del week end, come viene subito da pensare quando si parla di strada, bensì il mercoledì e il giovedì, in particolare dal tardo sin verso sera.

Le vie dove avvengono più incidenti? Qui è più facile: Canaletto, via Emilia Est ed Ovest, Vignolese mentre in autostrada ci sono dei “tratti della morte”, dove purtroppo si sono verificate ripetute tragedie, ovvero dove c’è l’allacciamento tra l’A1 e l’A22 di Campogalliano oltre che lo svincolo A1-A22 di Modena Nord fino al casello di Modena Sud. Oltre a questi, c’è il dato che fa più riflettere: nell’intera annata passata, rispetto a quella del 2106, il numero degli incidenti (e anche quello dei feriti) è complessivamente calato. Ma sono aumentati i decessi: 51 morti, ben 14 in più del 2016.

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È questo il bilancio, o meglio, il bollettino di guerra, reso noto ieri dalla prefettura e relativo all’anno 2017 vissuto sulle strade ed autostrade in città e nel Modenese. Si è infatti riunito in Prefettura, presieduto dal prefetto Maria Patrizia Paba, il cosiddetto Osservatorio sulla sicurezza stradale. Alla riunione hanno partecipato un dirigente della Stradale, rappresentanti dei carabinieri, della Provincia, della Motorizzazione civile e dell’Anas nonché l’Ausl (c’era il direttore del dipartimento dell’Emergenza), il presidente della sezione di Modena dell’Associazione famigliari e vittime della strada e rappresentanti della Scuola interregionale di polizia Locale.

Nel 2017 sulla viabilità ordinaria e autostradale si sono verificati 2722 incidenti stradali, a seguito dei quali si sono registrati 51 decessi e 3709 feriti. Rispetto al 2016 è emerso un limitato decremento del numero degli incidenti (erano 2820 nel 2016, quindi 98 incidenti in meno) e del numero dei feriti (3926 nel 2016, ovvero 217 feriti in meno); tuttavia, è stato evidenziato un aumento del numero dei decessi: 14 in più rispetto al 2016. Il numero è comunque inferiore rispetto al 2010, nel quale si contavano 58 decessi, ma è in controtendenza se rapportato al costante trend di decrescita degli ultimi anni.

Dall’analisi sull’incidentalità si è rilevata una maggior concentrazione di morti e feriti in ambito urbano nei comuni con elevata densità abitativa quali Modena, Carpi e Sassuolo. Quali sono le cause che determinano incidenti e tragedie? Purtroppo le solite, nonostante le sempre più frequenti campagne mirate: la velocità e la distrazione da cellulari.

LE CAUSE Come infatti sottolinea la prefettura, le cause prevalenti degli incidenti appaiono attribuibili «a fattori soggettivi più che a condizioni particolari della viabilità. Responsabili degli incidenti sono in gran parte le condotte imprudenti, riconducibili per lo più a violazioni dei limiti di velocità, a distanze di sicurezza non rispettate, all’uso di apparecchiature elettroniche». Altro dato statistico: la fascia di età più colpita è quella fra i 40 e i 64 anni e si registrano complessivamente 40 decessi di uomini contro gli 11 riferiti a persone di sesso femminile. Va ancora sottolineato come a fare spese di guide spericolate o distratte sia sempre la cosiddetta parte debole della strada: 12 pedoni deceduti nel 2017 rispetto ai 9 del 2016, tre i decessi su velocipede ed 1 su ciclomotore e 648 feriti (528 su velocipede e 120 su ciclomotore).


 

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