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pronto soccorso di baggiovara 

Botte, manette, minacce: il parapiglia all’ospedale finisce a colpi di denunce

Urla, minacce, scambio di colpi, manette: un parapiglia che ha coinvolto anche infermieri e medici oltre che la vigilanza privata e la polizia che per due volte è dovuta intervenire. Un sabato...

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Urla, minacce, scambio di colpi, manette: un parapiglia che ha coinvolto anche infermieri e medici oltre che la vigilanza privata e la polizia che per due volte è dovuta intervenire. Un sabato pomeriggio e sera, quello del 28 luglio, alquanto focoso al pronto soccorso di Baggiovara e che è terminato con uno scambio di querele: il paziente che ha denunciato per lesioni due guardie giurate e i due vigilantes che a loro volta lo hanno denunciato per lesioni e minacce. Vediamo com’è andata. Questo 65enne racconta nella sua denuncia di essersi portato verso le 17 al pronto soccorso con la moglie, invalida che aveva subito un malore. L’uomo dice di aver trovato subito delle difficoltà con l’infermiera che cercava di farsi spiegare l’entità del malore dalla donna, di essere così intervenuto e questo avrebbe causato la chiamata sul posto di una prima guardia giurata che gli ha detto più volte di abbassare la voce. «Appoggiando le sue mani sul mio petto - scrive nella denuncia - mi spingeva all’indietro, poi mi ha afferrato gli avambracci, ha fatto una torsione degli stessi dietro alla schiena, mi immobilizzava fino a trascinarmi a terra ammanettandomi». Riferisce che è arrivata un’altra guardia che lo ha colpito con un piede al volto e poi con un calcio a genitali poi altri colpi al volto da entrambe le guardie. A questo punto arriva la Volante. La moglie del 65enne viene visitata, i due se ne vanno, poi l’uomo ha un malore e torna di sera a Baggiovara: 5 giorni di prognosi per trauma toracico. Ben diversa la versione delle due guardie giurate: entrambe nella loro denuncia scrivono che l’uomo si era presentato fortemente alterato dall’alcol, che aveva disturbato e offeso infermieri e medici in un pronto soccorso affollato. Più volte le guardie, riferiscono, sono state minacciate di morte dal 65enne che si riproponeva di tornare in compagnia. Cosa che, scrivono, ha fatto verso le 22, tornando con amici per farsi visitare al torace. Anche in questo caso è dovuta intervenire una Volante. Sul caso interviene Coopservice che ribadisce «che le guardie hanno agito correttamente nel totale rispetto delle norme e delle procedure previste dal codice di comportamento. Sono intervenute per aiutare il personale medico ed infermieristico insultato e minacciato verbalmente, con l’intento di calmare ed allontanare quella persona e consentire loro di riprendere il lavoro. La reazione dell’uomo è stata violenta ed incontrollata tanto da richiedere l’intervento della polizia». —

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