Caffè Borghi punta a nuovi mercati Scende in campo la terza generazione
Claudio, 35 anni, nipote del fondatore Ivo, è stato nominato nuovo direttore commerciale dell’azienda nata nel 1946
Caffé Borghi è una di quelle aziende la cui tradizione di famiglia è indissolubilmente legata alla storia del territorio di origine. Sono oltre 70 anni che dalla torrefazione di via Emilia Est escono le “miscele nere bollenti” .
Oggi, l’azienda, nata nel 1946 l’indomani della Seconda Guerra Mondiale per la volontà e la tenacia di Ivo Borghi, si ritrova a fare i conti con il classico passaggio di consegne dal figlio del fondatore, Giovanni Borghi, al figlio Claudio.
Si tratta di un passaggio pianificato da tempo all’interno della famiglia Borghi e, proprio per questo, vuole avvenire nel segno della continuità, senza strattoni, ma con il chiaro obiettivo di “portare l’azienda di famiglia - si legge in una niota - a una crescita in termini di dimensione e di respiro internazionale. Un processo di graduale avanzamento e trasformazione, nel rispetto degli aspetti di unicità che hanno sempre contraddistinto il marchio Borghi, orientato a una crescente creazione di valore per la cosiddetta catena degli stakeholder: collaboratori, clienti, fornitori e territorio nella sua più ampia accezione”.
Claudio Borghi è entrato ufficialmente in azienda da inizio luglio, con il ruolo di direttore commerciale. 35 anni, sposato, una laurea in Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia e un master presso l’Università di Parma, Claudio ha all’attivo un’esperienza decennale presso gruppi multinazionali del settore agroalimentare.
«Oltre 70 anni di storia rappresentano una eredità davvero importante», commenta Claudio Borghi. «Sin da bambino ho visto la mia famiglia dedicare tutte le energie a questo progetto, un progetto al contempo di vita e di impresa. Potrei dire, con una vena di romanticismo, che le mie narici respirano l’aroma unico della torrefazione da quando sono nato. Ricordo nitidamente, come fosse ieri, quando nel periodo estivo, durante la pausa scolastica, aiutavo mio padre e mio nonno a scaricare i sacchi di juta pieni zeppi di caffè».
L’azienda opera oggi a livello regionale con una forte presenza su Modena e provincia.
Al tradizionale segmento Horeca (bar e ristoranti), si affianca il mercato “consumer” delle famiglie e qualche incursione nel mondo della Gdo (Grande distribuzione). —
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