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Da tre mesi senza stipendio Quaranta lavoratori in sciopero

Eleonora Alboresi
Da tre mesi senza stipendio Quaranta lavoratori in sciopero

Caos alla Newton Serigrafica: la proprietà non parla e diserta le assemblee I sindacati: «Vogliamo un incontro e che gli arretrati vengano pagati subito»

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Tre mesi di mancato pagamento dello stipendio e assenza totale di un interlocutore fisico e concreto con cui confrontarsi. Sono queste le motivazioni principali che hanno spinto i dipendenti della Newton Serigrafica srl a proclamare uno sciopero continuativo davanti all’azienda.



Ad aderire alla protesta sono stati quasi tutti gli oltre 40 lavoratori specializzati, che stanno portando avanti un picchetto davanti ai cancelli della sede di via Istria 4. L’azienda, specializzata in grafica digitale per piastrelle e ceramica, è sempre stata, come hanno dichiarato gli stessi dipendenti, all’avanguardia in Italia e nel mondo. Cosa sia successo da tre mesi a questa parte è un mistero: la proprietà non dà risposte e, se prima rassicurava sull’arrivo dello stipendio, nonostante continuasse a rimandare, adesso tutto è caduto nel silenzio e ciò che si sa si riduce a “difficoltà nelle liquidità dell’azienda”. È stata proprio questa immobilità a spingere la Slc Cgil e la Fistel Cisl a proclamare un’assemblea prima e la mobilitazione vera e propria poi. La decisione di iniziare lo sciopero, infatti, è stata improvvisa per la proprietà tanto quanto, o per lo meno in parte, per i protestanti; che inizialmente chiedevano solo un incontro.



Al tavolo, tuttavia, non si è presentato nessuno dell’attuale proprietà della Newton Serigrafica, che ha inviato al suo posto la Newton 1918, possibile nuovo acquirente che chiaramente non ha potuto dare ai lavoratori nessuna risposta. La protesta, non a caso, è iniziata ieri mattina, ovvero esattamente il giorno dopo la delusione creata dall’assemblea indetta dai sindacati, durante la quale è sembrato concretizzarsi il celebre motto “Oltre al danno, la beffa”. Non solo si parla di persone con delle famiglie e magari dei mutui a carico che non ricevono il loro stipendio ormai da maggio, ma addirittura è negato loro un confronto su quello che succederà o su come verrà trovata una soluzione al problema, con la speranza, ovviamente, che questa venga trovata il prima possibile. «Quello che chiediamo – ha dichiarato Sabrina Vaccari della Slc Cgil – è un incontro con l’attuale proprietà: abbiamo bisogno di sapere come intende pagare gli stipendi arretrati e quale futuro vuole dare a quest’azienda, e abbiamo bisogno di saperlo ora». Proprio per accelerare questo processo e “costringere” l’azienda a diventare un soggetto attivo, è stato deciso che lo sciopero continuerà fino a che queste risposte non arriveranno. «Lavoro qui – ha affermato Evelina Baldaccini – da molti anni ormai ed è il primo sciopero a cui decido di aderire perché sono davvero stremata. Ho due figli e delle spese, vengo a lavorare ma non vengo pagata. Chiarezza zero, hanno continuato a rimandare fino a che non è stato troppo tardi: adesso pretendiamo rispetto». —



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