Escono per il pranzo i ladri gli devastano casa smurando l’inferriata
SAN FELICEPrima il sisma, la paura, la casa che crolla sotto le scosse.Poi i sacrifici per ricostruirla e tornarci finalmente a vivere. Infine la paura che torna. Perché vedere violate le mura...
SAN FELICE
Prima il sisma, la paura, la casa che crolla sotto le scosse.
Poi i sacrifici per ricostruirla e tornarci finalmente a vivere. Infine la paura che torna. Perché vedere violate le mura domestiche, depredato ciò che è tuo, ti toglie anche l’ultima delle sicurezze: che la casa sia sacra ed inviolabile. È un furto studiato nei dettagli quello che ha subito una famiglia residente in via Brancolini domenica. I residenti sono tornati a vivere da poco nell’abitazione che - complice la loro assenza - è stata svaligiata di preziosi e materiale tecnologico. In pieno giorno.
«Sospettiamo ci abbiano tenuti d’occhio perché di sabato e di domenica non usciamo mai, e l’unica volta che siamo usciti per pranzo, domenica alle 12,15, al nostro rientro alle 19 abbiamo trovato la casa devastata - racconta la residente che vive con il marito e i due figli - ed è probabile sapessero che molti vicini sono in vacanza e che le case a fianco sono una vuota perché inagibile e l’altra disabitata. Per entrare hanno rotto la serratura elettrica del cancelletto e smurato la pesante inferriata in ferro battuto di una delle finestre aiutandosi con una pietra trovata in giardino: per sostenerne il peso dovevano essere almeno tre. Poi con un piede di porco hanno forzato i vetri blindati della finestra, senza romperli, e si sono introdotti all’interno. Hanno messo a soqquadro cucina, bagni e camere da letto: hanno rovistato anche dentro lo zaino di mia figlia. Poi hanno usato le federe per portarsi via delle macchine fotografiche, la play station e i miei gioielli in oro e in argento, lasciando la bigiotteria. Abbiamo lavorato giorni e fatto sacrifici io, mio figlio e mio marito per rientrare qui il prima possibile dopo il sisma. E l’ultima cosa che ti aspetti è di subire un furto in pieno giorno. Abbiamo chiamato i carabinieri, ma adesso la paura è tanta: soprattutto per mia figlia che non si attenta nemmeno più a dormire da sola». —
VALE. C.
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