Gazzetta di Modena

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MIRANDOLA. LA RICOSTRUZIONE DOPO IL TERREMOTO 

L’estate si sta portando via i sei piani dell’Excelsior

Beatrice Schena
L’estate si sta portando via i sei piani dell’Excelsior

Le “pinze” divorano giorno dopo giorno il palazzo simbolo degli anni ’60  Gli “umarel” e tanti cittadini si fermano ad osservare. Tra un mese tutto finito

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mirandola

Le pinze delle enormi benne che sbriciolano i muri e il frastuono dei crolli che rompe il silenzio di quest’estate. Un manipolo di persone si ferma ad osservare. Accompagnerà tutta l’estate la demolizione dell’Excelsior con sottofondo i lavori del cantiere Re.co. Quello che giorno dopo giorno perde i pezzi era il palazzo simbolo della cittadina dei Pico che venne costruito negli anni Sessanta. Gravemente danneggiato dal sisma del 2012, solo dopo sei anni si è potuto vedere in azione una ditta di demolizione: in un mese si sono liberati i locali dello stabile, poi sono cominciati i lavori di abbattimento (che dureranno un altro mese) e per ammirarlo completamente ricostruito bisognerà attendere due anni e mezzo, massimo tre.

Un cantiere che dà “spettacolo” ai passanti. Tra ricordi, aneddoti, la paura dei giorni del sisma, la lunga attesa delle famiglie sfollate e ora con l’arrivo delle benne anche la speranza di essere all’uscita del tunnel e tornare ad avere una casa propria. La vista dello stabile genera una tristezza palpabile: dal marciapiede si può vedere un lampadario ancora appeso, una stanza dalle pareti lillà e un frigorifero abbandonato in quella che doveva essere un tempo una cucina. Numerosi i passanti che si fermano anche pochi secondi per assistere a quanto sta accadendo. «Di sicuro i giorni del terremoto sono stati altra roba...- racconta una signora che osserva il lento sgretolarsi di quello che per anni è stato il simbolo dello sviluppo abitativo ed economico della cittadina cuore del distretto biomedicale - L'unica cosa che mi verrebbe da dire in nome di quelle famiglie è: “Datevi una mossa, fate in fretta” perché la voglia di ritornare in una vera casa e per sempre è davvero tanta...».

Gestori di un distributore poco distante dal palazzo vivono questo momento preoccupandosi della messa in sicurezza.

«A me hanno detto che dovrebbe esserci dell'amianto nelle tubature - commenta Denni Steffanini, uno dei gestori - e vedendo la polvere che ci raggiunge la cosa un po' mi preoccupa. L'importante è che facciano le cose in sicurezza e direi proprio che è quello che sta accadendo».

Dello stesso parere è l'altro gestore, Ylenia Cuciani: «Ho visto buttare giù i mobili il primo mese, ma adesso che stanno iniziando a demolire dovrebbe esserci un ponteggio a ventaglio per riparare i passanti dato che la strada non è stata chiusa. Il cantiere è davvero impressionante».

La sicurezza sembra essere il fattore che più preoccupa. Natale Rebecchi, proprietario di un appartamento in un condominio di tre piani che è adiacente al retro dell'Excelsior, e vede sia il lato negativo che quello positivo di questa mastodontica demolizione. Nonostante le belle e brutte preoccupazioni, i lavori procedono, e l'ultimo incontro è con il signor Luppi, un simpatico anziano che racconta un aneddoto degli anni Sessanta, quando l'Excelsior era stato appena costruito e rappresentava "la novità". «Era l'unico palazzo a sei piani all'epoca. Tutti venivano dal centro del paese per vedere il "grattacielo". E paradossalmente c’era anche un po’ la corsa ad andarci ad abitare. Con questo palazzo se ne va in fondo una parte della Mirandola di ieri...». Ed è un altro passo per mettersi alle spalle il terremoto. —

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