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Modena, cane azzanna ragazza al viso: condannato il proprietario

Carlo Gregori
Modena, cane azzanna ragazza al viso: condannato il proprietario

Sentenza. La 16enne aggredita all’improvviso mentre lo accarezzava davanti a conoscenti. Il padrone obbligato a pagare i danni: salvo caso fortuito, è sempre responsabile

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MODENA. Se il cane reagisce alle carezze azzannando il volto di una ragazza, allora la vittima deve dimostrare di non aver causato alcuna situazione che possa aver provocato la reazione mentre il proprietario, se vuole liberarsi di ogni responsabilità, deve provare che il fatto è avvenuto per un caso fortuito che ha interrotto il suo rapporto con il cane. Perché per legge il proprietario o chi ha in uso un animale ne è anche responsabile. Questo è l’aspetto principale di una sentenza emessa dalla Prima sezione civile del Tribunale di Modena che ha condannato a risarcire una ragazza modenese - all’epoca dei fatti sedicenne - rimasta lesa dal morso del cane di un amico di famiglia.
Il fatto è avvenuto una sera di giugno del 2011 nella casa dell’amico dei genitori. La ragazza aspettava la cena quando il cane di casa, un meticcio di taglia media (come descritto nella causa) che stava circolando in giardino, le si è avvicinato e si è strofinato sulle sue gambe. La ragazza lo ha accarezzato e, quando è andata a sedersi su una sdraio, il cane l’ha seguita. Poco dopo, il dramma: il cane l’ha azzannata al viso procurandole serie lesioni oltre a un taglio di 7 cm nella fronte. I genitori hanno avviato una causa contro il proprietario per ottenere un risarcimento dei danni. A sua volta il padrone ha chiamato in causa l’assicurazione. Ma l’assicurazione ha sostenuto che la responsabilità era della ragazza stessa «che aveva inspiegabilmente, con gesto repentino e pericoloso, avvicinato il viso al muso del cane».
Nella sentenza da poco pubblicata il giudice ricorda che il proprietario è responsabile del suo animale e dei danni che provoca, salvo se sfuggito o smarrito o salvo appunto per un caso fortuito. Perché, come ricorda la Corte di Cassazione, esiste una relazione tra animale e padrone e la responsabilità cessa solo di fronte al fatto fortuito. In questo caso non dimostrato né dal padrone né dall’assicurazione. Al contrario, nella causa altri due ospiti alla cena, ora testimoni, hanno riferito che quando la ragazza si è seduta sulla sdraio il cane l’ha seguita sedendosi su una sedia vicina e a un certo punto mentre la ragazza lo accarezzava di nuovo il cane l’ha morsa in viso. Al giudice basta così perché anche se la ragazza, allora minorenne, «non si fosse limitata ad accarezzare il cane ma si fosse avvicinata al cane con il viso, si deve escludere che tale comportamento abbia i caratteri dell’imprevedibilità, inevitabilità e assoluta eccezionalità richiesti dalla giurisprudenza per integrare il caso fortuito». E ancora: «La danneggiata era infatti entrata in contatto con l’animale e non aveva motivo di ritenere, in assenza di richiami del proprietario, che il protrarsi della sua vicinanza al cane con il quale era già in confidenza potesse suscitare una reazione abnorme». Per questi motivi il giudice condanna il proprietario e, di conseguenza, l’assicurazione a pagare 26mila euro di danni e le spese legali. —
 

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