Gazzetta di Modena

Modena

il caso 

Il “Tommaso Pellegrini” va al San Filippo Neri

Stefano Luppi

L’istituto per sordomuti confluisce nella Fondazione, da settimane al centro delle polemiche. La Lega di nuovo all’attacco

3 MINUTI DI LETTURA







È tutto pronto, alla Fondazione San Filippo Neri, per ricevere una donazione importante, sia dal punto di vista immobiliare sia da quello gestionale e scolastico. L’antico ente, da settimane al centro di polemiche dopo le dimissioni del presidente Mauro Tesauro nominato da Gian Carlo Muzzarelli pochi mesi fa, riceve in donazione la “Fondazione - educatorio per sordomuti di Modena mons. Tommaso Pellegrini”.

Si tratta di un ente importante per l’ambito sociale della città, collocato in strada Contrada 127 e in liquidazione dal giugno scorso. Un nuovo ente, dunque, che intreccia le sue sorti con la Neri, sempre più percepita come struttura amministrativa al centro del “sistema” che governa il mondo del sociale in città. Il Tommaso Pellegrini, nato nel 1919 e risalente al 1845, si occupa di assistenza scolastica e ha il fine di “provvedere alla educazione morale, civile, intellettuale e professionale dei giovani sordomuti nonché di gestire le attività scolastico-educative in modo diretto e in convenzione con le istituzioni scolastiche”.

Attualmente la presidente della Tommaso Pellegrini è la professoressa Alda Baldaccini che governa un cda composto anche da Tommaso Vezzi, Mauro Francia, Edith Barbieri, Mario Scianti. Quando la Pellegrini entrerà tra le proprietà della Neri cambierà qualcosa? Difficile dirlo al momento, quel che è certo è che finora l’ente di via Sant’Orsola ha avuto nei suoi spazi una parte del liceo Venturi: ora, con la nuova scuola, dall’affitto si passa alla gestione diretta. La Fondazione educatorio Pellegrini già da tempo si trovava in difficoltà, tanto che nel 2011 è stata presa in gestione dalla cooperativa La Carovana di via Anderlini, ente che gestisce un nido, le scuole dell'infanzia paritarie Boccolari Boschetti, una primaria paritaria e una scuola secondaria. Dopo otto anni si cambia, dopo che nell’occasione della fusione con la Carovana le speranze erano di salvare l’istituto dei sordomuti. “Siamo orgogliosi di aver scongiurato la chiusura dello storico istituto per alunni non udenti - dissero all’epoca il presidente de La Carovana Giulio Panini e il direttore Giovanni Nicolini - e partiamo con la ragionevole speranza che la nostra collaborazione con il Pellegrini possa determinare un deciso rilancio di questa importante opera educativa”. Intanto anche la Lega ritorna sul tema della fondazione di via Sant’Orsola con una nota che mette al centro del mirino la cooperativa il Girasole e i perduranti silenzi della quasi totalità dei protagonisti di questa vicenda, partita dalle dimissione del presidente Tesauro nominato a gennaio da Gian Carlo Muzzarelli. «La direttrice Cavani - dice Stefano Soranna della Lega - avrebbe deciso di aiutare il Girasole, coop poi allontanata dall’ex presidente Tesauro che non comprendeva l’utilità della collaborazione. La Neri avrebbe contribuito alla gestione amministrativa della cooperativa, ma la collaborazione ha motivi ignoti tanto che Tesauro alcuni mesi fa l’ha sospesa». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google