“Panaro beach”, l’altra estate dei modenesi con vacanze a km zero
Da Marano fino ai piedi di Fanano sono tanti quelli che trascorrono le giornate prendendo la tintarella o rinfrescandosi nel fiume. E ci si arriva anche in bici
MARANO «Mare? Molto meglio l’estate sul Panaro...»
L’Emilia in questi giorni è attanagliata dalla morsa del caldo. L’autostrada viene presa d’assalto e per godersi un giorno al mare si trascorrono tantissime ore in coda. C’è, però, un’alternativa con molti vantaggi: naturale, rilassante e soprattutto gratuita. È quella di godersi qualche ora di relax lungo le sponde del fiume.
Da sempre si parla del bagno nel Panaro solo come una questione di risparmio. Ma chi scegli di venire qui si gode una location molto suggestiva, con lo sfondo delle colline e, su un poggio, la torre campanaria del Borgo di Festà.
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Il punto ideale per farsi un bagno è al ponte di Casona. La zona è facilmente accessibile e il parcheggio, proprio sulla riva del fiume, è motivo per cui molte famiglie vengono armate di sdrai e ombrelloni. L’altezza dell’acqua è variabile, con la possibilità di fare tuffi in sicurezza; la maggior parte dei gitanti viene qui per rilassarsi e allontanarsi dall’afa cittadina: «Noi siamo di Bologna - commenta una giovane coppia che con un libro se ne sta al riparo dalla calura - In città nelle ore più calde saremmo obbligati a rimanere in casa, qui invece basta stendersi sotto l’ombra di una pianta per stare bene».
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Dove le pietre grigio chiaro del fiume lasciano spazio al terreno, sorge un bar ristorante aperto tutto l’anno per accogliere non soltanto gli amanti del fiume, ma anche i molti ciclisti ed escursionisti che visitano la zona. Per esempio al ponte di Casona c’è il punto di partenza di un bel percorso trekking ad anello, che porta a Zocca e da qui ai Sassi di Roccamalatina, per poi tornare sulle sponde del Panaro.
Scendendo sei chilometri più a valle, si incontra il parco fluviale di Marano. L’auto non è l’unico modo per raggiungere la zona. Si può arrivare anche seguendo il Percorso Natura, che inizia a Modena Est e si estende per quasi 34 chilometri, attraversando San Donnino, Spilamberto, Vignola per poi proseguire verso Casona: è percorribile a piedi o in bicicletta.
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Nel parco fluviale l’erba cresce rigogliosa dissetata dall’acqua del fiume, così c’è chi gioca a pallone e altri, come Gianluca, vengono addirittura per allenarsi nell’arte circense delle clave. Tra le piante, un po’ più appartati, ci sono alcuni anziani che giocano a carte.
Avvicinandosi alla baracchina l’atmosfera cambia totalmente: qui sono allestite zone per grigliare. Nelle ore più calde in molti si siedono tra le pietre della riva per immergere i piedi nell’acqua: «Mare e fiume sono cose diverse, preferisco venire al fiume perché non mi piace l’acqua dell’Adriatico», commenta una ragazza bolognese. «Anche se non c’è paragone con il mare del sud Italia».
Sono molte le persone venute in cerca di relax, come la signora Laura: «Questo è un posto magico. In casa capita di litigare e quando voglio liberarmi dei cattivi pensieri mi basta venire qui, anche d’inverno, e spariscono tutte le preoccupazioni».
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