Quella “tassa sui morti” per vestire le salme Gibellini: «Giusto così»
LA STORIAUna delibera regionale ha vietato ai necrofori degli ospedali di procedere alla vestizione delle salme, obbligando le famiglie a spendere intorno ai 200 euro per affidare questo servizio...
LA STORIA
Una delibera regionale ha vietato ai necrofori degli ospedali di procedere alla vestizione delle salme, obbligando le famiglie a spendere intorno ai 200 euro per affidare questo servizio alle imprese funerarie.
Secondo Gianni Gibellini, presidente nazionale di Efi (Eccellenza Funeraria Italiana) e titolare di Terra Cielo, agenzia di pompe funebri del consorzio Cofim tra Modena e Reggio, è un provvedimento sacrosanto. Ma sufficiente. Qualcuno l'ha bollato come una “tassa sui morti”. «No - replica secco - La vestizione delle salme non rientrava fra i compiti delle Asl; gli ospedali che se ne facevano carico potevano essere sanzionati dalla Corte dei Conti. La vestizione veniva fatta soltanto negli ospedali maggiori: chi moriva in un ospedale di provincia, in una casa di riposo o a casa propria non poteva usufruirne. E c’erano abusi».
In che senso?
«Quest'anno a Modena un'infermiera dell'ospedale di Baggiovara è stata condannata perchè pretendeva denaro dai parenti e per avere tentato di indirizzarli verso un'impresa funeraria amica. Anche noi avevamo denunciato tali illegalità. Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Anticorruzione, ha sottolineato che nelle camere mortuarie si registrano comportamenti criminosi. A Modena capitava che venissero boicottati i familiari che non pagavano per la vestizione».
E le imprese? Sono sempre corrette?
«Non sempre. Oltre il 50% delle spese funerarie è soggetto a evasione fiscale. La legge prevede che se ne possa detrarre il 19% entro il limite di una spesa di 1500 euro. Capita perciò che vengano fatturati soltanto 1500 euro e il resto rimanga in nero. Invece si dovrebbe calcolare la detrazione sull'intero ammontare o portare il limite a 6 o 8 mila euro. In quanto ai dipendenti delle imprese, se si facessero controlli si vedrebbe che in ogni funerale due su quattro lavorano in nero. In Italia abbiamo 6.800 agenzie di onoranze funebri, troppe; a Modena se ne contano 104, a Reggio un sessantina. Spesso sono imprese improvvisate, che prendono in affitto il carro funebre. Occorre una legge nazionale sull'esempio di quella dell'Emilia-Romagna del 2004. Le imprese dovrebbero disporre almeno del carro funebre e delle strutture essenziali. Loro stesse o i comuni dovrebbero realizzare le sale del commiato». —
L.S.
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