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sassuolo lo insignì della cittadinanza 

Vittima di un attentato Ma si era inventato tutto

G.B.

Il 2 aprile del 2011 l’amministrazione comunale di Sassuolo consegnò le chiavi della città al giornalista lucano Nello Rega, con una cerimonia ufficiale all’auditorium Bertoli. Il mese scorso Nello...

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Il 2 aprile del 2011 l’amministrazione comunale di Sassuolo consegnò le chiavi della città al giornalista lucano Nello Rega, con una cerimonia ufficiale all’auditorium Bertoli. Il mese scorso Nello Rega è stato condannato per simulazione di reato.

Ignoto ai sassolesi e mai visto in città, Rega venne insignito come giornalista perseguitato dall’Islam, che lo aveva costretto a vivere sotto scorta a causa di un libro “Diversi e divisi” in cui teorizzava l’impossibilità di convivere con l’Islam. Nel gennaio del 2011 infatti risultava essere stato vittima di un attentato di Hezbollah; la sua auto era stata affiancata da qualcuno che lo aveva speronato e aveva sparato nel finestrino. Questa la ricostruzione del fatto, che valse a Rega la scorta ufficiale di protezione e la “scorta ideale”, enunciata nel comunicato con cui l’amministrazione sassolese gli conferì il riconoscimento.

Il 13 giugno scorso 2018 però, dopo un processo cominciato nel 2013, in seguito a un’indagine partita già nel 2011 e durato 26 udienze, Nello Rega è stato condannato dal tribunale di Potenza a otto mesi di reclusione per simulazione di reato: il reato simulato è proprio l’attentato che aveva dichiarato di aver subito e che gli è valso non solo il riconoscimento sassolese ma parecchi altri premi nella penisola. Smontato pezzo per pezzo dalle indagini dei Ris: lo sparo, con un’arma da caccia a pallini, troppo vicino al finestrino per essere stato esploso da un’auto in corsa; la traccia dello speronamento con un segno di vernice non appartenente a un’auto; il fatto che Hezbollah non operi con queste modalità e molto altro, contenuto nella sentenza le cui motivazioni sono in uscita in questi giorni. Con il ricorso in appello più che probabile, il processo terminerà con un nulla di fatto. —

G.B.



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