Il criminologo Nobili «Migranti e sicurezza Non c’è correlazione»
CASTELFRANCO“Sicurezza partecipata e percepita, quali strategie e con quali strumenti?”: è il titolo dell’incontro che si è svolto giovedì sera a Bosco Albergati alla Festa dell’Unità nonostante l’as...
CASTELFRANCO
“Sicurezza partecipata e percepita, quali strategie e con quali strumenti?”: è il titolo dell’incontro che si è svolto giovedì sera a Bosco Albergati alla Festa dell’Unità nonostante l’assenza dell’ex ministro Marco Minniti, rimasto a Roma per la votazioni alla Camera dei Deputati. A prendere il suo posto, il criminologo Gianguido Nobili che insieme all’assessore alla Sicurezza, Giovanni Gargano, e al giornalista Gigi Zini, ha spiegato al pubblico le dinamiche sociali alla base della sempre più netta differenza tra la sicurezza reale e quella percepita.
«Fino agli anni novanta il tema della sicurezza era riferito a due temi, quello della criminalità organizzata e del terrorismo. Oggi le cose sono cambiate, non a caso la definizione di sicurezza urbana, che riempie sempre più le agende delle amministrazioni locali, è un concetto molto recente» ha detto Nobili, che attualmente ricopre il ruolo di Responsabile dell’area sicurezza urbana della Regione.
«Una cosa fondamentale tuttavia va sottolineata con grande fermezza - ha ribadito Nobili - E lo dico senza paura di essere smentito in quanto mi sto basando su dati reali: non esiste alcuna correlazione diretta tra la crescita dell’immigrazione e la diminuzione della sicurezza».
L’assessore Gargano ha focalizzato la propria attenzione sul ruolo delle amministrazioni locali. «Bisogna ragionare sulla distanza che ancora oggi esiste tra i dati reali e il sentimento dei cittadini. È proprio in questo spazio che si apre uno scenario molto ampio ed è lì che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo inserire una filiera di risposte che sia quanto più completa possibile e che si basi sulle esigenze della cittadinanza».
L’assessore ha inoltre raccontato le esperienze di Castelfranco, come il ciclo di incontri “Fai la cosa giusta” o il “Controllo del Vicinato” che “non è un progetto sulla sicurezza, ma sulla coesione sociale. Noi dobbiamo tornare ad essere comunità solidali”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google