Gazzetta di Modena

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Premi e consulenze sotto accusa, dal Comune di Modena 102 pagine di atti

Luca Gardinale
Premi e consulenze sotto accusa, dal Comune di Modena 102 pagine di atti

Numerose contestazioni nell'ispezione del Ministero delle Finanze.  Nel mirino soprattutto le società controllate e i dirigenti 

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MODENA. Novantanove pagine - più tre di allegati - divise in sedici punti: gli stessi che il ministero ha contestato al Comune, anche se, come fa notare l’amministrazione, oltre alle azioni “sotto accusa” ce ne sono altre - 29 - sulle quali gli ispettori si sono “complimentati” con Modena. E’ partita giovedì scorso la replica del Comune alla relazione del Mef, il ministero delle Finanze, che dopo l’ispezione avvenuta tra maggio e giugno dell’anno scorso ha contestato diverse azioni portate avanti dalla macchina amministrativa, a partire dal fondo per la produttività dei dipendenti.

Una risposta molto corposa, dunque, perché le repliche del Comune sono corredate di documenti, riferimenti alle norme e alle decisioni della più recente giurisprudenza su casi analoghi.

Entrando nello specifico, due dei rilievi effettuati riguardano le società controllate (atti di indirizzo e programmazione e procedure di reclutamento del personale), altri quattro sono relativi agli incarichi dirigenziali a tempo determinato, all’autorizzazione all’esercizio di attività lavorative extraistituzionali del personale, al conferimento di incarichi di collaborazione professionale o coordinata e continuativa. Sempre in relazione al personale ci sono rilievi sulla costituzione del fondo per la produttività (incremento delle risorse variabili) sull’istituzione e il conferimento di posizioni organizzative, sull’attribuzione dell’indennità stadio per la polizia municipale e sull’erogazione di alcune forme di incentivo.

Una delle questioni principali è quella relativa all’incremento del fondo per la produttività a favore dei dipendenti per un valore di circa 2,5 milioni tra il 2012 e il 2017: su questo punto, il Comune ribadisce di aver operato nel rispetto della normativa. E se per gli ispettori gli incrementi non erano in linea con le indicazioni dell’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), l’amministrazione replica che queste sono state perfettamente rispettate nella sostanza pur se non formalizzate nel dettaglio, cosa che è stato possibile fare ora con effetto retroattivo e sanante, così come è previsto dal contratto nazionale e riconosciuto da un parere dell’Aran.

Anche rispetto alla modalità di assegnazione degli incarichi dirigenziali a tempo determinato il Comune cita norme e giurisprudenza recente: la selezione, pur aperta, non deve avere le caratteristiche di un concorso pubblico, ma consiste in una valutazione dei profili professionali che mantiene i connotati della scelta fiduciaria. Altro caso esemplare è quello dell’indennità stadio attribuita alla polizia municipale che non costituisce, come sostengono gli ispettori del Mef, una nuova indennità, bensì rappresenta un incentivo di produttività legato a servizi aggiuntivi realizzati su richiesta delle forze dell’ordine. —


 

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