Venturelli si congeda dal Pd «Ma non sono io il dissidente»
«Me ne vado a fine legislatura e fino ad allora resterò fedele alla maggioranza Il futuro? Continuerò a fare politica, va superata l’eterna sfida Pistoni-Caselli»
«Il mio percorso nel Pd finisce con la legislatura. Non rinnoverò la tessera del partito». Ennesimo abbandono della nave del Partito Democratico sassolese: è quello annunciato da Gino Venturelli, consigliere comunale da tempo in contrasto con il partito. Non passerà al Gruppo misto: «Ho ancora un paio di obiettivi fra quelli che mi ero posto per questa legislatura e proverò a portarli a termine. La mia lealtà alla maggioranza non è in discussione, ho sempre sostenuto i provvedimenti e continuerò a farlo fino alla fine del mandato».
Le tensioni
Già negli scorsi Consigli comunali lo indicavano invece come dissidente e lo invitavano a lasciare. Con il suo odg sul dialetto ha spaccato la maggioranza e con quello sulla Bretella ha provocato le dimissioni dell’assessore Sonia Pistoni. In più ha spesso votato in difformità alle indicazioni.
«I miei voti in difformità non hanno mai provocato la sconfitta della maggioranza. A volte sono stati segnali, perché su tanti dei temi che ho posto non c’è stata condivisione in riunioni di maggioranza vuote, spesso neanche convocate. Ciò detto, l’unico ordine del giorno ad opera del Pd affossato dal nostro stesso partito è stato quello presentato da me e dal consigliere Ghinelli. Di più, sono stato messo fuori dalla maggioranza per mesi perché mi ero permesso di dichiarare il progetto Cisa Cerdisa un topolino rispetto alla montagna promessa. Ecco, tutti quelli che avevano chiesto e ottenuto il mio allontanamento dalla maggioranza nel frattempo hanno lasciato il Pd. Vorrei capire chi è il dissidente quindi».
REPLICA ALLE ACCUSE
Venturelli è accusato di prendere iniziative per ottenere visibilità: «Interpreto il lavoro di consigliere come propositivo. Se sono finito sul giornale è perché ho favorito la creazione delle consulte, fatto approvare un regolamento sui buskers e uno sulle deiezioni canine, indetto una riunione per parlare di via Legnago, contribuito a organizzare Bellezze in Bicicletta e la Color Vibe, ottenuto il riconoscimento dello Splash Museum, avviato il percorso per le manifestazioni “Di parco in Parco”, fatto installare il primo gioco per disabili nelle aree verdi, fatto campagna referendaria invitando Flavio Tosi. Certo, se si passano cinque anni in Aula a storcere il naso, sui giornali difficilmente si compare».
il futuro
«Ho ancora due obiettivi: arrivare a un sistema che rivitalizzi i circoli nei parchi e ottenere un impegno pubblico sulla San Francesco, rilanciata dal volontariato ma ancora in attesa di un sostegno del Comune, magari sul teatro».
ADDIO PD MA...
Finirà così la sua esperienza politica? «No, solo l’avventura nel Pd, che mi sembra andare verso la sua fine. Non ha saputo creare le condizioni per il rinnovamento, si è incartato nella lotta interna fra centro e sinistra. L’abbandono di Sonia Pistoni sarà arrivato col prestesto dell’odg sulla Bretella, ma è stato meglio che una posizione contradditoria, sua e di diversi consiglieri, emergesse mesi prima. Il mio futuro potrebbe essere in una lista di centro e comunque in un progetto inclusivo. Abbiamo bisogno di mettere insieme forze moderate. Spero che le prossime elezioni ci presentino un progetto diverso dall’ennesima partita Pistoni-Caselli. C'è bisogno di gente nuova». —
GABRIELE BASSANETTI
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