Gazzetta di Modena

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LA POLEMICA 

«Per l’area ex Amcm i Cinque stelle vogliono una piazza desolata»

L.G.

Fabio Poggi e Andrea Bortolamasi (Pd) replicano a Rabboni:  «L’intervento privato necessario per realizzare il progetto» 

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Dalla riqualificazione alla centralità della cultura, passando per il verde, il traffico e il rapporto pubblico-privato. A tre settimane dall’approvazione della delibera che ha dato l’ok al passaggio di proprietà delle palazzine, continua il botta e risposta tra Pd e M5S sulla riqualificazione del comparto ex Amcm.

Così, se nei giorni scorsi era stato il consigliere pentastellato Marco Rabboni ad attaccare, parlando di «area svenduta ai costruttori», oggi a replicare sono il partito cittadino e il gruppo consiliare dem.

CINQUE PUNTI

Una risposta in cinque punti, che partono proprio dalla riqualificazione e “densificazione” della città: «Per noi si tratta di due assi portanti della nuova urbanistica che vogliamo sviluppare in città - spiega il Pd - riqualificare non vuole solo dire “togliere delle rovine”, ma, in particolare in un’area vasta come quella dell’ex Amcm, pensare a un mix di funzioni che, oltre a rigenerare gli edifici, permetta di riqualificare anche dal punto di vista sociale. Questo non lo si fa soltanto con funzioni pubbliche che hanno attrattività solo in parte della giornata».

Il secondo punto riguarda il verde: «Se almeno sull’importanza della piazza sembra che siamo tutti d’accordo - incalza il Pd - invitiamo ad aspettare il progetto esecutivo prima di dire che non è previsto un corridoio verde. Questa “connessione” non è una invenzione del M5S, ma uno degli obiettivi del progetto già previsto fin dal documento d’indirizzo. Se invece qualcuno pensa all’intero comparto come una immensa piazza desolata e un nuovo pezzo di parco, allora è vero: non abbiamo le stesse idee in termini di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio pubblico».

Il terzo punto indicato dai dem riguarda gli intenti del progetto: «Basta con la demonizzazione delle risorse private - spiegano - se queste servono per valorizzare i beni pubblici. La cosa vale in particolare in questo progetto, che per dimensioni e costi non poteva trovare altra sostenibilità se non nell’intento di trovare sinergie con il privato».

VIABILITÀ

Passando alla questione viabilità, «Rabboni dimentica che una convenzione andrà a regolamentare orari e dimensioni dei mezzi che potranno rifornire gli esercizi: anche per il traffico, insomma, il progetto farà fare all’area un salto di qualità». Infine, la questione cultura, sulla quale ieri è intervenuto anche l’ex assessore Andrea De Pietri: «Dire che il progetto rinnega l’obiettivo “Parco della Creatività” ha davvero dell’incredibile - riprende il Pd - mentre a proposito della “Cittadella” di De Pietri, è assurdo ignorare il forte investimento che la città sta facendo sul polo culturale dell'ex S.Agostino-Estense. Davvero ci sarebbe bisogno di altro e proprio lì all’ex Amcm?».

Chiudendo, il Pd fa notare al consigliere Rabboni che «se il Governo Lega-M5S metterà a disposizione dei Comuni risorse per la rigenerazione urbana e per la cultura, noi sapremo intercettarli e valorizzarli come abbiamo dimostrato di saper fare in questi anni». Di De Pietri, invece, i dem ricordano «non solo la sua esperienza di assessore alla Cultura, ma anche e soprattutto quella di assessore all’Urbanistica. Ciò che ne resta sono molte più case (cemento) che cultura (qualcuno ricorda un segno del passaggio di De Pietri in quell’assessorato?)». —

L.G.

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