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Modena Staffetta degli amici e un mazzo di fiori per ricordare Mattia Dall'Aglio

Gabriele Farina
Modena Staffetta degli amici e un mazzo di fiori per ricordare Mattia Dall'Aglio

Un anno fa lo straziante decesso del 24enne nuotatore reggiano: ieri la prima commemorazione Papà Gianluca: «Mi fate capire quanto ha seminato mio figlio»

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MODENA Una staffetta con un amico. Tante volte Mattia Dall’Aglio s’era calato in vasca per gareggiare con la squadra. Cuffia, costume, occhialini e risate come antidoto per superare lo stress, puntando ancora più in alto dopo aver raggiunto la Nazionale alle Universiadi. Ieri pomeriggio il nuotatore reggiano dei Vigili del Fuoco non c’era, eppure era l’ospite speciale. Permeava lo spirito degli amici, dei familiari, dei tecnici, di tutti coloro che si sono dati forza a vicenda dopo il tragico 6 agosto 2017.

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A un anno dalla morte dell’azzurro, il suo sorriso è rimasto nel cuore di tutti i suoi cari. Un mazzo di fiori ha preso il suo posto sulla pedana d’ingresso in acqua, in cui era ritratto sorridente con le braccia al cielo in una piscina asiatica nel 2015. «È stato un vero dono averlo incontrato - ha testimoniato l’allenatore Luciano Landi - e aver percorso una lunga staffetta infinita, meravigliosamente spiegabile con la potenza dell’amore gratuito. Mattia ci aiuta a tenere salda la manifestazione della vita, il suo sorriso accompagnava i suoi ragionamenti sul futuro». A 24 anni, aveva la testa sulle spalle. Era un imprenditore e stava per raggiungere la laurea in Marketing e Organizzazione d’impresa all’Università di Modena. Un traguardo poi raggiunto alla memoria lo scorso dicembre. La testimonianza di ieri («Non un ricordo», ha ammonito Landi) è iniziata nella palestra dell’arrampicata sportiva. Non è la stessa in cui l’atleta si stava allenando prima di morire.

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«Ogni giorno lo vedo - ha aggiunto il tecnico - e so che ci sta aspettando. Vedervi commossi è Mattia». I presenti, infatti, concordano sulla solarità del giovane, la gioia spontanea, la battuta pronta. «La vostra presenza ci fa capire quanto Mattia abbia seminato», ha riconosciuto il padre Gianluca, ringraziando gli intervenuti. Un monito a «non aspettare a dire quanto vogliamo bene agli altri, giorno dopo giorno» da parte di un presente, poi gli amici di Mattia hanno deciso di onorarlo con lo sport.

Prima qualche tiro a canestro per alleviare la tensione, poi le bracciate in acqua nella piscina esterna da 25 metri. Tra le corsie anche l’allenatore, che ha ricordato «quante volte gli davo pacche sulle spalle per chiedergli “Mattia, come stai?”». Il dolore della partenza di Mattia ha lasciato però lo spazio alla gioia che il ragazzo sapeva trasmettere, a quelle «quattro cavolate per ridere un po’» con cui anticipava le prove.

Lo sanno bene Lorenzo Mora, Matteo Cattabriga, i tanti nuotatori modenesi, reggiani e nazionali accorsi ieri. Disposti su due squadre, si sono passati il testimone nuotando in una staffetta tra acqua e cielo, da cui il compagno li guarda e li attende con il suo sorriso. —


 

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