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San Filippo Neri, scontro totale Muzzarelli e Tesauro: scintille

LUCA GARDINALE
San Filippo Neri, scontro totale Muzzarelli e Tesauro: scintille

«Io non ho stoppato nessuno. Mauro aveva pieni poteri per sistemare le cose» L’ex-presidente replica: «Evidentemente come normalizzatore non funziono...»

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Da una parte un presidente (della Provincia) che «non ha stoppato nessuno», anche perché la controparte aveva tutti i poteri di cui aveva bisogno per intervenire. Dall’altra, un presidente - o meglio, ex presidente - che proprio «non funziona come normalizzatore», e si scusa per questo. Continua così, assumendo toni quasi grotteschi, lo scontro tra il sindaco e presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli e l’ex presidente della Fondazione San Filippo Neri Mauro Tesauro, che dopo aver lasciato, un mese fa, ha lanciato una serie di accuse molto pesanti sulla gestione della fondazione e sui rapporti con alcune associazioni che ne fanno parte.

E se ieri Tesauro era tornato sulla querelle, accusando Muzzarelli di non avergli dato un mandato certo per cambiare le cose che non andavano, oggi il presidente della Provincia fa notare di «non aver stoppato o ostacolato nessuno. Sono stupito e amareggiato - incalza Muzzarelli - io ho rispettato e rispetto la scelta del dottor Tesauro di rassegnare quasi subito le dimissioni dalla presidenza del San Filippo Neri, ma non posso accettare che per giustificarle monti un caso politico che non esiste. Come ho detto e scritto - aggiunge il presidente della Provincia - ho garantito il mio sostegno a Tesauro e, a seguito delle sue dimissioni, ho chiesto alla nuova presidente del San Filippo Neri di esaminare attentamente i problemi da lui sollevati e di risolverli».

Muzzarelli ricorda quindi che, «come ho spiegato in Consiglio provinciale e sulla stampa, il San Filippo Neri è una Fondazione autonoma e il presidente e il consiglio di amministrazione hanno tutti i poteri necessari a vedere e provvedere ciò che ritengono giusto, senza intromissioni da parte di alcuno. Dunque il dottor Tesauro, in qualità di presidente - conclude Muzzarelli - «aveva la facoltà e il potere di proporre al consiglio d’amministrazione tutte le misure che riteneva opportune e non aveva bisogno di chiedere o ricevere autorizzazioni da parte mia».

Parole a cui il presidente dimissionario ha subito replicato: «Inizialmente - spiega Tesauro - il caso del San Filippo Neri, almeno per quello che mi concerne, non aveva affatto valenze politiche, ma gestionali. Ora però, visti gli sviluppi, come dice il sindaco e presidente, confermo che la questione sta assumendo decisamente anche risvolti di ordine politico, facendo riflettere la città su stili e modalità di governo. Come risolvere quella situazione? Lui - incalza Tesauro riferendosi a Muzzarelli - che rappresenta la proprietà e che ci ha nominati, lo sa bene, pur comprendendone in questo caso specifico tutto l’imbarazzo. Sicuramente lo sa molto meglio di un donchisciottesco volontario e privato cittadino come me - aggiunge l’ex presidente - i cui famosi “pieni poteri” in confronto di ben altri poteri sono pressoché risibili. E poi, ripeto il concetto, come normalizzatore non funziono, e si vede, quindi chiedo nuovamente scusa».

Mauro Tesauro conclude con una scommessa... che si augura di perdere: «Non emergerà niente, se non che ho vaneggiato, ricevuto false informazioni, strumentalizzato. Così è, se vi pare». Il seguito alla prossima puntata. —

LUCA GARDINALE

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