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la polemica infinita 

Fondazione Neri: è lotta senza tregua

LUCA GARDINALE
Fondazione Neri: è lotta senza tregua

La Provincia ricorda ancora: «Pieni poteri al presidente»  Tesauro: «Sono alle corde per difendere l’indifendibile»

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Più che un caso, ormai è “il” caso. Un po’ come i tormentoni estivi, solo che con parole decisamente meno spensierate delle canzoni che accompagnano le vacanze.

Fatto sta che, se ieri si era registrato il nuovo botta e risposta tra il sindaco-presidente della Provincia Muzzarelli e il dimissionario Tesauro, oggi arriva… un altro botta e risposta tra i due protagonisti della vicenda. Al centro c’è ancora la Fondazione San Filippo Neri, dopo l’addio di Tesauro e le polemiche sulla gestione.

A tornare sul caso è dunque la Provincia, che oggi ricorda che «il cda ha la responsabilità dell’attività della Fondazione e, come recita lo statuto dell’ente, «è investito di tutti i poteri deliberativi di ordinaria e straordinaria amministrazione per il raggiungimento degli scopi previsti nel presente statuto».

Secondo l’ente presieduto da Gian Carlo Muzzarelli, insomma, il presidente aveva tutto il “potere” necessario per cambiare quello che non andava. «Queste prerogative - incalza la Provincia - garantiscono l’autonomia gestionale di un ente che da Ipab, di natura pubblica, è stato trasformato in fondazione con la legge regionale 34 del 9 dicembre 2002. Il presidente della Provincia - chiude la nota - sempre da statuto, nomina cda e presidente, che restano in carica quattro anni, rinnovabili, e non ha il potere di interferire sulla gestione».

Parole a cui l’ex presidente Tesauro replica con la consueta franchezza: «Più la girano e più puzza - ironizza - al di là delle sacrosante parole scritte, la Provincia al riguardo non ha potere? Ricordo che l’ente rappresenta la proprietà e fa le nomine: dunque qualcuno crede al fatto che non abbia potere? Il San Filippo e la Cavani figli di nessuno e Tesauro volontario, fesso e Don Chisciotte? - prosegue l’ex presidente - mi facciano un piacere: la smettano». Tesauro chiede quindi alla Provincia, «se non poteva farci nulla, perché abbia bloccato le mie dimissioni per oltre un mese proponendomi (e insistendo pure…) un percorso per “gestire” le eventuali grane e metterle a posto invece di risolvere subito con il cambio della direzione, cosa però ritenuta improponibile senza prove di sorta. Come se mancassero i motivi - aggiunte l’ex presidente - malessere del personale, (inaccettabile) associazione interna, il tutto sottaciuto... con il risultato finale che io sono andato e lei è rimasta come nulla fosse successo. Chiaro lo scaricabarile e chiaro che sono alle corde nel tentativo di difendere l’indifendibile». L’ex presidente chiude quindi facendo notare che «di autonomia, comunque, il San Filippo ne ha avuta fin troppa, non si preoccupino. A proposito di statuto però, si ricordino pure dell’art. 10 punto 4, quello della direzione “a termine” (4 anni) invece che a vita...». —

LUCA GARDINALE

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