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Imprese giovanili giù: in regione a -3,5% Male edilizia e servizi

Imprese giovanili giù: in regione a -3,5% Male edilizia e servizi

Al momento l'Emilia-Romagna non pare una regione che fa attecchire le imprese giovanili. Ce ne sono poche e molte spariscono. A fine giugno, quelle attive in regione erano 28.790, Il 7,1% delle...

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Al momento l'Emilia-Romagna non pare una regione che fa attecchire le imprese giovanili. Ce ne sono poche e molte spariscono.

A fine giugno, quelle attive in regione erano 28.790, Il 7,1% delle imprese che operano in Emilia-Romagna, «la quota più bassa tra le regioni italiane», evidenzia Unioncamere. Ma soprattutto i dati del registro delle imprese delle camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna segnalano che in un anno la perdita è di 1.035 imprese (-3,5%), mentre le altre imprese sono diminuite dello 0,2%.

Il calo come c'’è anche altrove: a livello nazionale, le imprese giovanili scendono a quota 481.717 (-2,9%), pari al 9,3% del totale, mentre le altre imprese confermano la tendenza positiva e segnano un leggero aumento (+0,4%). Le imprese giovanili diminuiscono in tutte le regioni. Di più in Toscana e Valle d'Aosta. L'andamento meno pesante in Lombardia (-3,2%), analogo in Veneto (-3,5%) e leggermente più pesante in Piemonte (-3,8%).

È la crisi dei comparti tradizionali che ha colpito particolarmente le imprese giovanili. Crollano le imprese delle costruzioni (-634 unità, -10,1%), l'andamento negativo nei servizi è più marcato nel settore del commercio (-393 imprese, -5,1%) e assai lieve nell'aggregato di tutti gli altri settori dei servizi (-51 imprese, -0,4%), mentre la perdita nell'industria è più contenuta della media (-47 unità, -2,2%).

Contrariamente alla tendenza prevalente tra le altre imprese, dei macro settori, crescono solo le imprese giovanili attive nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (+90 imprese, +4,1%). Nei servizi spicca l'aumento delle attive nelle aree informazione e comunicazione. La riduzione delle imprese giovanili, dice ancora Unioncamere, è da attribuire alla flessione ampia, delle ditte individuali (-991 unità, pari a -4,3%). La caduta molto più rapida delle società di persone (-9,8%, pari a 211 unità) è riferibile all'attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata, che sostiene la forte crescita delle società di capitale (+201 unità, +4,7%). —

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