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SANITà 

«L’Hospice? Realizziamolo all’interno di Casa Serena»

Alfonso Scibona
«L’Hospice? Realizziamolo all’interno di Casa Serena»

L’associazione guidata da Mario Cardone lancia la proposta per i malati terminali La casa di riposo ora ospita 110 anziani ma parte dell’edificio non è utilizzato

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«L'hospice? Facciamolo a Casa Serena». Non si tratta di una provocazione ma di un'idea ponderata da parte dell'associazione “Amici di Casa Serena”, che da tempo sono vicini alle esigenze degli anziani ospiti della struttura di Salvarola, ma anche sensibili al futuro della stessa. «L'hospice per malati terminali dell'area sud - afferma il coordintore dell'associazione Mario Cardone - che comprende Sassuolo, Vignola e Pavullo, stando ai documenti del 2014 sarebbe dovuto sorgere a Castelvetro. Su questa ipotesi erano d'accordo in tanti, tra cui anche l'associazione sassolese “Per Vincere Domani”. Dopo un paio d'anni la giunta di Fiorano, in accordo con un privato ha dato il via ad un progetto per la realizzazione di un nuovo polo “socio –assistenziale “ dove, tra l’altro, verrebbe edificato anche il famoso hospice, tutto questo senza che ne fosse informato il resto dei Comuni, in particolare i vertici dell'Unione». Tutto questo è stato in parte bloccato dalla levata di scudi che c'è stata ed oggi è pensabile che si possa intervenire su una struttura vecchia come Casa Serena?

«Prendere in considerazione Casa Serena come contenitore dell'hospice - continua Cardone - non è altro che proseguire un discorso di alcuni anni fa, quando si prevedeva di ristrutturare tutto l'immobile e farci una residenza per giovani coppie, oltre che continuare ad utilizzarla come Casa di Riposo per anziani. Ecco, la nostra proposta perché si avvii un dibattito serio, è quella di stralciare la destinazione d'uso per le giovani coppie e farci l'hospice». Attualmente la Casa di Riposo cittadina accoglie circa 105-110 anziani che occupano tre piani, con la parte retrostante dell'edificio non utilizzata, in una area complessiva di oltre 35 mila metri quadrati. «Il problema di fondo - aggiunge il presidente degli “Amici di Casa Serena” - è che oggi tantissime strutture protette sono in forte degrado edilizio, ed il territorio di Modena e provincia non fa certo eccezione, a livello regionale. I Comuni, proprietari in solido, non hanno i soldi per intervenire, tanto è vero che negli ultimi tempi sono state realizzate un paio di strutture con la formula del “project financing”, direttamente da chi, in seguito, avrebbe gestito queste strutture. Ecco, si potrebbe andare verso questa direzione, individuando con serietà un soggetto che accolga il progetto per l'hospice e lo realizzi insieme alla ristrutturazione della Casa di Riposo, avendone poi la gestione».

In che modo siete convinti che questo percorso possa “muovere” le acque?

«Non vorremmo essere solo lo stimolo per un dibattito serio - conclude Cardone - che prenda in considerazione anche questa eventualità. È un progetto che porterebbe indubbi benefici: primo tra tutti quello di avere una Casa di Riposo per i nostri ospiti rinnovata e con indici di vivibilità migliori di quelli, pur buoni, che ci sono attualmente». —



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