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via libera al potenziamento 

Un centro chirurgico contro l’epilessia

Saverio Cioce
Un centro chirurgico contro l’epilessia

Nell’ultimo anno e mezzo a Baggiovara 18 operazioni, fra tre anni si dovrebbe arrivare a una media di 25-30 all’anno

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Una volta era un incubo per le famiglie ma oggi l’epilessia è curabile chirurgicamente, risolvendo alla radice il problema neurologico, ma solo per quei pazienti che hanno le cosiddette crisi focali, dove le aree del cervello coinvolte sono limitate.

Modena si candida ora a diventare una sorta di centro nazionale per gli interventi, visto che la stessa Regione ha individuato nell’ospedale di Baggiovara, e più esattamente nel Dipartimento Integrato di Neuroscienze. Nel piano triennale che riguarda in due centri previsti per l’Emilia Romagna, il Bellaria a Bologna per la Romagna e Modena per le quattro province emiliane, il sistema prevede di quadruplicare il numero degli interventi di qui al 2022, passando dagli attuali 15 - 20 ai 40-80 interventi all’anno. Per Modena questo significa passare dai 18 pazienti degli ultimi 18 mesi a una media di 25-30 pazienti all’anno quando il sistema girerà a pieno regime, entro un triennio.

«Si tratta di operazioni molto delicate, che hanno bisogno di una lunga preparazione diagnostica e con personale molto preparato - esordisce il prof. Paolo Nichelli, che guida la struttura modenese - Oggi, se riusciamo a inserire uno dei nostri pazienti per un intervento di questo tipo all’ospedale Niguarda di Milano, il maggiore centro italiano con quasi 250 interventi all’anno, la lista d’attesa è oltre due anni. Comprensibile quindi che ci si attrezzi anche in Emilia Romagna per accelerare i tempi».

«Il panorama delle epilessie è molto variegato - spiega il prof. Stefano Meletti, 48 anni, che sarà nella pratica il coordinatore dell’equipe di neurochirurgia che si occuperà degli interventi - In pratica si tratta di studiare e confrontare da vicino i risultati degli esami per vedere, nei malati su cui è possibile intervenire, qual’è la zona esatta della corteccia cerebrale da rimuovere. Si badi bene, si tratta di punti grandi pochi millimetri, massimo un centimetro, e che a occhio nudo non si vedono. Di qui la necessità di esami diagnostici integrati, dalla risonanza all’encefalogramma. I risultati? La riuscita nell’80-90% dei casi e in ogni caso una grande riduzione dei farmaci».

Per questo al centro modenese arriveranno pazienti anche da Piacenza, Parma e Reggio dopo che i sanitari delle rispettive strutture di riferimento saranno in grado di seguire i malati nella fase preparatoria. Ma quanti saranno i casi che potranno essere affrontati? Se in Emilia Romagna la stima varia i 18 e i 20 mila casi, a Modena negli ultimi anni sono stati esaminati 3-4 mila casi e molti si sono risolti da soli, con la crescita, in adolescenza.

Per il sistema sanitario è anche un risparmio. Tra costi diretti e indiretti, un’epilessia farmacoresistente costa 12 mila euro all’anno, quello dell’intervento attorno ai 20 mila. —





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