West Nile, 50enne resta gravissimo Ed è polemica sulle informazioni
cavezzoWest Nile, non solo uno ma più casi nella Bassa. Il più grave resta quello di un 50enne di Cavezzo che è tuttora ricoverato in coma all’ospedale di Carpi. Due ultrasettantenni, invece, sono...
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West Nile, non solo uno ma più casi nella Bassa. Il più grave resta quello di un 50enne di Cavezzo che è tuttora ricoverato in coma all’ospedale di Carpi. Due ultrasettantenni, invece, sono ricoverati al Policlinico, e sono gravi, mentre una ragazza, sempre di Cavezzo, sembra in fase di dimissioni.
E così fa discutere il tentativo di contenere la preoccupazione di Flavio Lodi. Il vicesindaco di Cavezzo postando sui social il comunicato dell’Ausl del 2 agosto ha infatti scritto: «Per piacere cerchiamo di non fare allarmismo. L’infezione può decorrere in maniera asintomatica o con stato febbrile che dura pochi giorni; in alcuni casi, però, soprattutto in persone debilitate, può manifestarsi con forme neurologiche che richiedono il ricovero».
Comunicato che si riferiva al primo caso segnalato: quello della ragazza. Poi i casi dei due anziani e del 50enne cavezzese, gravissimo. Normale che i cittadini si siano preoccupati: «Nessuno vuole fare allarmismo - spiega un cittadino - ma quell’uomo ha 50 anni quindi non penso sia una persona debilitata». «Vorrei precisare che il 50enne è una persona di mia conoscenza e vi assicuro che è un uomo sano e senza malattie pregresse, che fino alla settimana scorsa lavorava e faceva una vita normale», puntualizza un’altra.
C’è poi chi avanza un invito: «Suggerirei all’amministrazione di organizzare una seduta avente lo scopo di raccontare e spiegare gli eventi e le scelte intraprese sulla problematica per una doverosa informazione». Intanto l’Ausl a sua volta interviene: «Nessuna emergenza West Nile nell’Area Nord, solo attenzione e una forte raccomandazione alla prevenzione» Poi le solite spiegazioni sulla natura della West Nile, la precisazione che le zanzare nella Bassa sono decuplicate per le condizioni meteo e una “rassicurazione”: «Rispetto al numero dei casi con forme neuroinvasive, non si tratta di una particolarità, essendo in linea con quelli riscontrati in passato: nel 2017 erano 3, come nel 2016, nel 2015 ne furono segnalati 8, e due nel 2014». —
VALE.C.
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