Modena, multa su strisce blu illegittima se mancano i parcheggi gratuiti
Il giudice annulla sanzione a donna che parcheggia sotto casa senza il ticket: il prefetto non indicò dove poteva sostare liberamente nei paraggi, come previsto
MODENA. La multa per divieto di sosta su strisce blu (zona parcometro) è illegittima se manca un parcheggio libero nelle immediate vicinanze. È la conclusione alla quale arriva la sentenza del Tribunale Civile di Modena al termine di una causa tra una carpigiana e la Prefettura per il rifiuto della donna a sottostare all’ordinanza e alla multa. Con la sua tenacia, la carpigiana ha portato il caso prima davanti al giudice di pace e, dopo che il suo ricorso era stato respinto, davanti al giudice civile. Che le ha dato ragione condannando la prefettura a pagare le spese e annullando l’ordinanza.
PARCOMETRO SOTTO CASA
Al momento della multa, la sua auto parcheggiata sulle strisce blu sotto casa non aveva il ticket del parcometro. La proprietaria non ha mai negato la violazione in sé ma ha contestato il modo in cui l’ha trattata la Prefettura. L’ufficio le aveva mandato una lettera nel novembre 2015 che le contestava la violazione «per aver lasciato il veicolo in area regolata da parcometro senza esporre lo scontrino».
DOVE METTERE L’AUTO
La carpigiana contestava insomma la validità di questa ordinanza sottolineando che il prefetto non aveva spiegato per quale motivo non aveva il diritto di parcheggiare la sua auto nella strada in cui abita senza dover pagare la sosta, né per quale motivo non potesse parcheggiare in zona riservata, anche se aveva il permesso, per un periodo di tempo illimitato. Soprattutto, contestava il fatto che il Prefetto non avesse indicato dove si trovava nei paraggi un parcheggio gratuito, come prevede il Codice stradale.
IL GIUDICE E IL COMUNE
Il caso, portato davanti al Giudice di pace, si è chiuso nel 2016 con un rigetto del ricorso. Secondo il giudice onorario, la giustificazione della violazione sostenuta dalla ricorrente non poteva essere presa in esame: non era suo compito stare a sindacare le ragioni che avevano spinto il Comune a limitare la sosta nella strada in cui la ricorrente risiedeva. Insomma, era una faccenda politico-amministrativa dalla quale il Giudice di pace si chiamava fuori.
NIENTE PARCHEGGI LIBERI
Nei motivi che la spingevano all’appello la donna ha tenacemente sostenuto invece la nullità di questa sentenza «per non aver valutato l’assenza di una delibera comunale volta a riservare un’adeguata zona a parcheggio libero». In altre parole, il Comune doveva prevedere parcheggi gratuiti vicino a quelli a strisce blu: è un obbligo di legge. Ma il Prefetto non lo ha spiegato. Questo errore nella comunicazione della multa, secondo lei, rende nulla la sanzione amministrativa e oltretutto era anche una specie di inadempimento contrattuale. E infine contestava «l’omessa considerazione della prefettura di parcheggiare la sua auto nella strada di residenza solo per quindici minuti».
Il giudice ora dà ragione alla carpigiana. Ritiene sbagliato il comportamento del Giudice di pace dato che secondo la Cassazione il giudice ha il diritto di indagare gli atti amministrativi alla base di una sanzione. E la prefettura non ha portato nessun elemento sulle delibere comunali che indichino se nelle vicinanze esistono parcheggi a strisce bianche come obbliga il Codice della Strada. —
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