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Notte di S. Lorenzo. Due o tre cose da sapere per ammirare le stelle cadenti

Serena Fregni
Notte di S. Lorenzo. Due o tre cose da sapere per ammirare le stelle cadenti

Irrompe la Notte di San Lorenzo, l’astrofotografo Pier Luigi Giacobazzi: «Le date migliori dal 10 al 13 agosto. Andate fuori città sulle colline modenesi»

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MODENA. Per tutti è la Notte di San Lorenzo, quella dove si trova un posticino al buio, da soli o in compagnia e dove si cercano le stelle cadenti per esprimere più desideri possibili. Ma se vi dicessero che non sono proprio stelle quelle che sfrecciano davanti ai nostri occhi? Scopriamo questa ed altre curiosità insieme all'astrofotografo e divulgatore scientifico Pierluigi Giacobazzi. Pierluigi consiglia anche qualche luogo “magico” del nostro territorio dove poter ammirare questo incantevole fenomeno.

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Come è nato questo fenomeno, conosciuto in tutto il mondo “la notte delle stelle cadenti”?

«Si tratta dello sciame meteorico delle “Perseidi” da Perseo, la costellazione da dove appaiono e possiamo definirlo il più bello da osservare che avviene quando il nostro pianeta incontra per circa tre settimane i detriti della cometa 109P/Swift-Tuttle, che passa periodicamente nel nostro sistema solare e rilascia questi "microframmenti". L’ultima volta in cui la cometa è passata era il 1992 e la prossima volta sarà nel 2126. Detto questo, accade quindi che la Terra ogni anno in questo periodo da fine luglio a fine agosto incontra questi microframmenti che scontrandosi con l’atmosfera generano le scie luminose che noi chiamiamo comunemente stelle cadenti».

Quindi non sono proprio vere stelle cadenti…

«No, sono microframmenti di roccia e ghiaccio che si scontrano ad alta velocità con la nostra atmosfera e formano questo fenomeno molto bello. La terminologia “stelle cadenti” deriva dagli antichi che, non disponendo degli strumenti e della conoscenza di cui disponiamo oggi, pensavano fosse appunto stelle che cadevano dal cielo».

Si dice da sempre che la notte migliore per osservare il cielo sia quella di San Lorenzo, è così?

«Diciamo che il picco di cadute, di impatto di questi microframmenti è sempre stato intorno al 10 agosto. Oggi possiamo dire che la notte migliore, dove se ne possono vedere di più è quella tra il 12 e il 13 agosto ma si può benissimo mantenere anche la data di San Lorenzo, dal 10 al 13 è il periodo migliore. Si stimano dai 60 ai 70 impatti all’ora quindi un buon osservatore in un punto ideale potrà osservare parecchi impatti».



«Innanzitutto ci sono diversi modi come li definisco io di osservazione: c’è quella in solitaria dove si può andare anche oltre la collina, per esempio nell’Appennino Reggiano ci sono dei luoghi davvero incantevoli e molto bui, da Castelnuovo Monti verso la Pietra di Bismantova dove l’osservazione è praticamente perfetta. Oppure c’è l’osservazione condivisa, eventi del genere è bello anche condividerli, ci sono tante serate osservative dove è possibile non solo osservare ma anche imparare stando insieme. Le colline modenesi regalano un’ottima osservazione, già da Castelvetro in su come da Maranello si possono osservare molto bene”.

Qualche consiglio utile per un'osservazione ottimale?

«Intanto dobbiamo rivolgerci verso Nord-Est, dove si trova la costellazione di Perseo che sorge verso le 22:30, orario in cui consiglio di iniziare l’osservazione, dalla tarda serata in poi. Chi purtroppo non può spostarsi dalla città vedrà solo quelle più luminose a causa dell’inquinamento luminoso, quindi l’ideale sarebbe la collina o meglio ancora l’orizzonte marino. Quindi muniti di una bussola puntata a Nord Est verso la ricerca delle Perseidi». —




 

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