«Aziende disorientate dal Decreto Dignità A rischio le assunzioni»
«Come avevamo largamente previsto, la stretta sui contratti a termini sta seminando crescente disorientamento tra le aziende modenesi del terziario e rischia di tradursi in un disincentivo alla...
«Come avevamo largamente previsto, la stretta sui contratti a termini sta seminando crescente disorientamento tra le aziende modenesi del terziario e rischia di tradursi in un disincentivo alla creazione di buona e stabile occupazione».
Lo dice Massimo Gandolfi, direttore generale di Confcommercio Modena, a poche ore dalla conversione definitiva in legge del cosiddetto Decreto Dignità. Per il presidente, infatti, «in questa fase di rallentamento complessivo», il provvedimento «rappresenta una pericolosa marcia indietro» ed evidenzia i limiti «di un'impostazione segnata da un errore di metodo e da altrettanti errori di meri».
Sul piano del metodo, afferma gandolfi, «si è infatti scelto di intervenire senza confrontarsi adeguatamente con le parti sociali», mentre su quello del merito, «la stretta sui contratti a termine aggrava costi, incertezze e rischi di contenzioso».
Tutto ciò, puntualizza l'associazione dei commercianti, «non può certo dare impulso ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato».
Lo confermano anche «i segnali che ci stanno arrivando dalle imprese associate in queste settimane, non positivi in termini di ricadute occupazionali rispetto alle conseguenze che potrebbe produrre il decreto dignità», prosegue Gandolfi. «Senza considerare – rincara il dirigente di Confcommercio – che già la formulazione normativa vigente aveva introdotto dal 2014 tre elementi oggettivi volti a evitare l’abuso dei contratti ed a consentire alle imprese di godere di buona flessibilità per sostenere e dare linfa vitale agli investimenti: il limite massimo di durata di 36 mesi, il tetto delle cinque proroghe e la soglia del 20% dell’organico complessivo del datore di lavoro per le assunzioni temporanee».
«In tutto ciò- conclude il presidente di Confcommercio Modena - preoccupa la discussione in atto da giorni sulle grandi opere e, notizia di queste ore, il voto unanime sulla sospensione dei bandi periferie, che avevano consentito a Modena di vedersi assegnare ben 18 milioni». —
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