Fonderie, il trasloco a Navicello potrebbe non arrivare mai
La proprietà non ha ancora presentato un progetto, il Comune sollecita Allo studio ci sarebbe una riconversione meno impattante e in un’altra area
Al momento non c’è ancora un progetto, ma il segnale non è necessariamente negativo: in arrivo, infatti, potrebbero esserci novità interessanti, a partire dalla riconversione in un’attività meno impattante, con il trasferimento in un’area produttiva già esistente e dunque non nell’area di Navicello, individuata dal Comune dopo uno studio che aveva preso in considerazione otto aree della città.
Al centro c’è la questione Fonderie cooperative riunite di via Zarlati, che in vista della chiusura prevista per gennaio 2022 doveva presentare al Comune il progetto per la riapertura nella frazione a nord della città, al confine con Nonantola.
Un progetto che però non è pervenuto all’amministrazione comunale, come confermano da piazza Grande: «Fonderie cooperative non ha ancora presentato il progetto per avviare le procedure urbanistiche per la realizzazione del nuovo impianto a Navicello - spiega il Comune - ma nei giorni scorsi l’azienda ha inviato una lettera nella quale sembra ipotizzare la rinuncia a costruire una nuova fonderia e annuncia di stare lavorando, invece, a una diversa prospettiva». Per approfondire questo nuovo orientamento, accolto con preoccupazione dal Comune per il rischio di privare la città «di un’importante azienda della filiera del manifatturiero, con la perdita di occupazione e di importanti saperi», si è svolto ieri un primo incontro con la proprietà, che ha rassicurato l’amministrazione sia sugli aspetti occupazionali, con il mantenimento degli attuali livelli grazie alla realizzazione di servizi innovativi, sia su quelli economici e ambientali. La nuova iniziativa, infatti, non avrebbe le fasi più impattanti del processo industriale, ma grazie alle sinergie con stabilimenti di altri territori continuerebbe a garantire la continuità della produzione per le aziende modenesi. Aspetti che dovranno essere ulteriormente approfonditi e formalizzati con la presentazione di una specifica relazione entro il 30 settembre, come richiesto in una lettera del Comune sottoscritta dagli assessori Andrea Bosi (Lavoro), Alessandra Filippi (Ambiente) e Anna Maria Vandelli (Urbanistica).
Un apposito appuntamento informativo è previsto anche con il Quartiere, i sindacati, i comitati e le associazioni ambientaliste. La relazione richiesta sul nuovo progetto aziendale servirà per valutare i fabbisogni della nuova soluzione, anche rispetto alla collocazione: sulla base di quei contenuti, infatti, si potrà decidere se confermare Navicello o se, cambiando la natura dell’intervento, individuare un altro sito che presenti un miglior rapporto tra costi e benefici ambientali e territoriali. E al momento l’ipotesi principale sembra essere proprio quella della riapertura in un sito produttivo della città già esistente, dal momento che la nuova attività sarà molto meno impattante del previsto.
Gli aspetti che devono essere approfonditi riguardano la descrizione dell’attività della nuova azienda, lo schema funzionale, gli elementi edilizi e urbanistici e quindi la superficie fondiaria necessaria, le caratteristiche dell’edificio e degli impianti, così come le esigenze in termini di forniture gas, elettricità e acqua.
Nella lettera, comunque, il Comune conferma gli impegni sanciti con il protocollo approvato dal Consiglio comunale lo scorso dicembre, dalla sperimentazione per ridurre le emissioni odorigene, che deve essere portata a termine, alla bonifica e la valorizzazione dell’area di via Zarlati. —
LUCA GARDINALE
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