L'Anteprima/ Nonantola, l’Abbazia spalanca le sue porte e offre al visitatore la sua antica bellezza
Ci siamo. I pavimenti sono stati incerati. Le luci soffuse la rendono ancora più affascinante. Pochi giorni e i turisti di tutto il mondo potranno tornare ad ammirarla. E con lei ancor...
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17141540:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/l-anteprima-ecco-la-rinnovata-abbazia-di-nonantola/101258/101862]]
NONANTOLA Ci siamo. I pavimenti sono stati incerati. Le luci soffuse la rendono ancora più affascinante. Pochi giorni e i turisti di tutto il mondo potranno tornare ad ammirarla. E con lei ancor prima il museo. Ferita dal terremoto l'Abbazia di Nonantola è pronta per riaprire. Accadrà il 16 settembre e quelle che vedete accanto sono le prime foto in esclusiva per i lettori della Gazzetta. L’edificio monastico fu fondato nel lontano 752 dall'abate Anselmo. Una basilica in stile romano che ebbe e ha tutt'ora un'importanza storica, e che con il sisma del 2012 non ne permette più l'agibilità. È dall’aprile di due anni fa che al suo interno lavorano restauratori che, insieme ad architetti, la stanno per riconsegnare ai nonantolani, ai modenesi e alle migliaia di turisti che valicano le sue porte d’ingresso.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.17141462:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2018/08/10/fotogalleria/anteprima-lo-spettacolo-dell-abbazia-ritrovata-1.17141462]]
Tra i pochi a cui è concesso l'ingresso c’è il priore don Alberto Zironi che, giorno dopo giorno, in questi anni di attesa post-sisma, invoglia la gente alla conoscenza di questo angolo prezioso di arte sacra che comprende oltre alla Basilica, un museo, un archivio ed una biblioteca. «Paradossalmente un luogo poco conosciuto nelle vicinanze - dice don Alberto - ma che crea invece un grande interesse al di fuori della regione e all’estero».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.17141480:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2018/08/10/fotogalleria/nonantola-con-l-abbazia-torna-anche-il-museo-1.17141480]]
Il museo è accolto negli spazi che un tempo ospitarono gli ambienti dell'antico complesso monastico e fu fondato da San Carlo Borromeo durante il periodo in cui fu abate commendatario. Al suo interno sono raccolti i dipinti delle chiese del territorio danneggiate dal sisma e che attualmente sono ancora inagibili. Inoltre si possono scoprire opere straordinarie databili dal Medioevo che testimoniano la storia millenaria dell'Abbazia: documenti firmati da Carlo Magno, Federico Barbarossa e Matilda di Canossa, e codici miniati di cui ne sono pervenuti soltanto tre. In una teca di vetro è presente l'oggetto più prezioso: una croce dorata usata durante le liturgie nel cui corpo è incastonato il legno di noce della croce sulla quale Gesù venne crocifisso». Posta su un terreno verdeggiante e boscoso, il retro dell'abbazia è ricco di sorprese: la Ca' Foscari di Venezia ha effettuato degli scavi nel perimetro ritrovando tracce di inchiostro tre metri sotto terra facendo presumere il luogo esatto dell'antico Scriptorium; per di più con l'utilizzo di un “georadar” si sono individuate della tracce muratorie nella navata centrale che potrebbero risalire alla chiesa dell'VIII secolo di cui non è rimasta alcuna traccia.
Grazie a finanziamenti regionali e a contributi privati, il restauro è potuto iniziare e sta per scrivere l’ultima pagina. Per il consolidamento della parte strutturale il costo è stato di un milione e 345mila euro, mentre i restauri (altari, affreschi, dipinti, battisteri, panche e confessionali) raggiungono i 400mila euro.
«La cripta è l'unica a non aver avuto danni a livello sismico - continua don Alberto - ma sarà comunque soggetto ad un intervento di restauro successivo se ci saranno fondi sufficienti. Ed è quello che tutti noi speriamo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
