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Fonderie, allarme esuberi: «I lavoratori vanno tutelati»

LUCA GARDINALE
Fonderie, allarme esuberi: «I lavoratori vanno tutelati»

Cgil e Fiom preoccupate sul fronte occupazione per lo stop al trasloco a Navicello  Soddisfazione a Nonantola. Il comitato: «Basta cambiare le carte in tavola»

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Bene per il Comune - l’altro, quello di Nonantola - un po’ meno bene per i sindacati, male per il comitato. Il cambio di programma che ha (quasi) azzerato le possibilità che le Fonderie riunite di via Zarlati riaprano nella frazione di Navicello nel 2022, come hanno fatto sapere giovedì scorso i rappresentanti della cooperativa alla giunta di Modena, ha provocato una serie di reazioni opposte nei diversi attori interessati alla vicenda.

Detto che al momento il futuro delle Fonderie è ancora da chiarire - la possibilità è quella di un trasferimento in un’altra area della città, ma senza buona parte del processo produttivo, per il quale la cooperativa potrebbe affidarsi ai soci veneti - a esprimere preoccupazione sono le segreterie di Cgil e Fiom di Modena: «Durante l’incontro - fanno sapere i sindacati - abbiamo appreso che il nuovo progetto industriale sarà molto diverso rispetto a quello annunciato nei mesi scorsi. Alcune attività, che la cooperativa definisce più impattanti, non troveranno collocazione nel nuovo sito».

Fiom e Cgil fanno inoltre notare che, «pur mettendo al centro il mantenimento dell’occupazione, il presidente Moretti ha riconosciuto che sarà necessario cambiare il tipo di occupazione, non negando alcuni esuberi: esprimiamo dunque la nostra forte preoccupazione, chiedendo alla cooperativa quali attività rimarranno a Modena». Il sindacato chiede «come si pensa di garantire l’occupazione degli attuali 115 lavoratori, visto che già in termini previsionali si parla di alcuni esuberi. Siamo consapevoli che l’impatto ambientale è tema delicato e complesso, e per questo chiediamo alla proprietà di mettere in campo tutti gli strumenti che possano tutelare la salute dei cittadini. Ma prendiamo atto con preoccupazione delle comunicazioni di giovedì - concludono Fiom e Cgil - una parte dell’attività produttiva di questa impresa non sarà più a Modena: non possiamo che essere allarmati dalle ovvie conseguenze, non solo sul numero degli occupati, ma anche rispetto alle caratteristiche professionali che in quel sito pare verranno richieste». Preoccupato anche il comitato “Respiriamo aria pulita”, protagonista di una lunga battaglia sugli odori e sulle emissioni dello stabilimento che fino al 2022 resterà alla Madonnina: «Le carte in tavola cambiano in continuazione e questo non è accettabile - spiega l’avvocato Chiara Costetti per il comitato - così come non è accettabile che il Comune abbia rinunciato al suo potere decisionale, delegandolo alla cooperativa, che continua a cambiare tempi e programmi senza fornire certezze. Ci rammarica prendere atto che, al contrario, il Comune eserciti una costante negazione pregiudiziale solo nei confronti della richiesta della centralina che andrebbe a beneficio di tutti i cittadini modenesi. Per questo, la nostra protesta continuerà».

Segnali di distensione invece dal Comune di Nonantola, che probabilmente non dovrà convivere con il nuovo impianto: «Noi non abbiamo mai contestato il progetto per la nuova fonderia - spiega l’assessore all’Ambiente Enrico Piccinini - ma abbiamo sempre espresso una profonda preoccupazione per l’impatto ambientale. Attendiamo il nuovo progetto che la cooperativa si è impegnata a sviluppare, auspicando che, anche nella nuova configurazione, non vi siano ricadute sull’occupazione e sull’indotto ». —

LUCA GARDINALE

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