Prima a Santiago, poi dal Papa l’estate di fede di 27 sassolesi
Hanno percorso guidati da don Menozzi oltre duecento chilometri del Cammino Quindi il trasferimento in Vaticano «dopo un’esperienza indimenticabile»
Ventisette ragazzi dell’Unità Pastorale di Sassuolo Centro sono partiti da Ponferrada, comune spagnolo in Provincia di León, per intraprendere un lungo cammino di fede ed amicizia, guidati da Don Carlo Menozzi, il coordinatore giovani del gruppo parrocchiale. Il Cammino di Santiago de Compostela è senza dubbio una delle mete religiose più conosciute, frequentata ogni anno da più di 200mila persone provenienti da tutto il mondo. Santiago è la terza città più importante in assoluto per la cristianità e il cammino per raggiungerla attraversa alcune delle bellezze naturali delle regioni nordiche spagnole. Come è noto si tratta di un viaggio non adatto ai turisti ma a veri e propri viaggiatori, dotati di un buon spirito di avventura e di adattamento, un’occasione per conoscere nuove persone e ritrovare se stessi, immergendosi nella natura. Era proprio questo l’intento dei 27 giovani che hanno abbandonato la vita di tutti i giorni all’insegna del divertimento e dei social media per mettersi in cammino, ascoltando la richiesta del pontefice. «È stato Papa Francesco ad invitarci a Roma - ha dichiarato con entusiasmo Don Carlo, che ha guidato il gruppo di giovani in quest’esperienza - ma prima di incontrarci voleva che facessimo un cammino a piedi. Noi lo abbiamo fatto e abbiamo conosciuto Santiago, un lungo viaggio che ci ha permesso di stare insieme e di confrontarci, diventando più amici. Siamo giunti al termine di questa prima tappa, questa sera e domani mattina, invece, saremo nella città del Vaticano da Papa Francesco, assieme a tutti i giovani d’Italia che come noi si sono messi in cammino». Il gruppo proprio questa mattina avrebbe incontrato innanzitutto il vescovo di Reggio Emilia monsignor. Massimo Camisasca, incontro che non sarà possibile perché proprio ieri il prelato è stato colto da malore ed è ricoverato in ospedale. Un’esperienza unica nel suo genere quella vissuta dai ragazzi, iniziata gli ultimi giorni di luglio e conclusasi mercoledì, con l’arrivo nella piazza dell'Obradoiro di Santiago di Compostela. I sassolesi, infatti, sono volati fino a Madrid, per poi raggiungere la città di partenza in autobus.
Un viaggio a piedi lungo 210 km della durata di 9 giorni, sempre alla ricerca sul sentiero della conchiglia del pellegrino, simbolo guida del “camino”. I ragazzi sono stati supportati da due cuochi volontari, che li hanno seguiti per tutto il tempo in furgone garantendogli sempre un pasto caldo e hanno soggiornato nei classici ostelli. La stanchezza e la fatica si sono fatte sentire, ma nonostante tutto una volta arrivati i giovani sono riusciti a stento a contenere la gioia, rimanendo stupiti e affascinati dal percorso che hanno portato a termine. «Per noi il cammino - è il commento finale - è stato sicuramente una fatica più grande del previsto ma ci ha aiutato a metterci in gioco, scoprendo i nostri limiti e imparando a superarli». —
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