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Figlio senza accompagnamento Chiede danni per 70mila euro

Alfonso Scibona
Figlio senza accompagnamento Chiede danni per 70mila euro

La battaglia di un padre: «Al mio bambino è stata certificata una grave patologia Vita familiare sconvolta e costretti a fare causa all’Asl». Udienza in settembre

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Continuano lotte e problemi per Fabrizio Benassi, padre di Matteo, ragazzo affetto da disturbo psicotico e ritardo cognitivo. La sua battaglia per riuscire ad ottenere l’accompagnamento (sia economico che assistenziale) si contorna di nuovi particolari ed approderà il prossimo mese in tribunale, per una causa civile e la richiesta di 70mila euro di indennizzo.



«Matteo - dice il padre - da quando è nato nel 1997, ha avuto un ritardo bio-psico-sociale con problemi nella manualità, nella comunicazione, e l’aggiunta di un deficit cognitivo. In poche parole non è mai stato capace di espletare in totale indipendenza gli atti della vita quotidiana. Dalla nascita avrebbe avuto diritto all'accompagnamento, non l’ha avuto».

Benassi ha peregrinato, dopo il “non riconoscimento”, dall’Asl di Modena, a diverse località italiane per visite e cure a Matteo. È stato al San Raffaele di Milano dal dottor Enrico Smeraldi, è stato a Siena dal dottor Roberto Canitano, che ancora oggi hanno in cura in giovane sassolese.

«Proprio il dottor Canitano - aggiunge il papà di Matteo - nel febbraio scorso ha rilasciato una certificazione che attesta come mio figlio fosse affetto da un “disturbo psicotico e di un ritardo cognitivo” e che non risulta idoneo a svolgere gli atti di vita quotidiana e necessita della costante presenza di un adulto di riferimento che lo stimoli, lo guidi, lo aiuti. Quello che non vogliono capire da queste parti è che Matteo è un soggetto particolare con una condizione non parametrabile con altri casi».



In tanti anni, Benassi ha dovuto i suoi problemi a livello familiare anche a causa di questa situazione: è passato attraverso due divorzi, la paternità di una bambina di 11 anni (che vede di rado perché assegnata alla madre) ed un vecchio genitore da accudire in casa. Nonostante tutto la sua vita è continuata anche dal punto di vista lavorativo (anche se in questo periodo è in infortunio per la lesione di un tendine).

Tornando a Matteo ed alle visite per il riconoscimento dei suoi diritti è stata richiesta e fissata per il prossimo 24 agosto una visita all’Inail di Modena per la revisione del secondo grado di invalidità, handicap e disabilità.



«Io chiedo solo il rispetto della legge - continua Fabrizio - e sono determinato a rivolgermi alle autorità di tutta Italia ed anche a livello internazionale. Negli ultimi tempi ho anche scritto al presidente della Repubblica, al presidente del Senato, al ministro della Salute ai vertici dell’Unione europea e di altre istituzioni. Qualche risposta, tramite la prefettura di Modena, è arrivata e spero vi siano fatti. Anche dal punto di vista mentale, visto l’impegno di accudire Matteo e mio padre, sto attraversando un periodo di carica assoluta, ma non demordo. Aspetto a settembre di vedere come andrà a finire la causa intentata contro l’Asl per il risarcimento danni, per i quali con il mio legale abbiamo chiesto 70mila euro e poi continuerò finché i diritti di mio figlio non verranno riconosciuti». Benassi ha anche un lavoro, quando rientrerà dall'infortunio, ma a termine. «Spero in un part time al mattino per accudire i miei cari nel resto della giornata». —



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