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A Carpi 139 interruzioni di gravidanza nel 2017

S.A.
A Carpi 139 interruzioni di gravidanza nel 2017

L’appello del ginecologo Emilio Arisi: «Aborti clandestini Serve prevenzione»

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CARPI. «Per evitare che una donna, per abortire, ricorra a rifornirsi di farmaci sul mercato nero occorre prendere adeguate misure di prevenzione. Occorre che i consultori parlino di contraccezione ed è determinante il ruolo rivestito dai servizi sociali». Parola di Emilio Arisi, ginecologo di fama mondiale, protagonista della conferenza - flash mob indetta da Leu Terre d’Argine per riaffermare il diritto di scelta delle donne sancito dalla legge 194 del 1978.

Dopo l’introduzione del segretario Giorgio Bolognesi, si è entrati nel merito dell’analisi ricordando la volontà della Lega a Verona di approvare delle mozioni per ostacolare l’applicazione della 194. Cosa che preoccupa molto Leu che lancia un campanello d’allarme. Emilio Arisi ha tratto spunto dal caso della ghanese che ha fatto ricorso di un farmaco antiulcera, procurandoselo tramite una connazionale. Donna che era già finita al centro della cronaca qualche settimana prima perché maltrattata dal marito.

«In questo caso qualcosa è sfuggito. I sensori della società non hanno funzionato a dovere, tanto più che la donna in questione veniva maltrattata - ha proseguito Arisi - Perché questa donna non ha scelto la via più sicura? Dietro alle interruzioni volontarie di gravidanze spesso ci sono situazioni famigliari complesse, drammatiche. Situazioni che devono spingere ciascuno di noi a porsi domande e a interrogarci, istituzioni e singoli».

A Carpi lo scorso anno sono state praticate 139 interruzioni volontarie di gravidanza: un dato in calo rispetto al 2016 quando gli aborti erano 176. Non sono solo donne carpigiane quelle che si recano al Ramazzini per l’interruzione volontaria di gravidanza: provengono anche da altri distretti sanitari e province. Tra le donne che ricorrono alla pratica abortiva la maggioranza proviene dall’est Europa. Nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Ramazzini, poi, i medici obiettori sono nove su un totale di 15. Il lavoro dei servizi sociali sul territorio, come ha sottolineato l’assessore Daniela Depietri, è intenso. «Su Carpi, con il gruppo “Scegliere di scegliere” cerchiamo di comprendere gli ostacoli che impediscono di abortire in sicurezza, ma anche perché non viene portata a termine la gravidanza - spiega l’assessore - Con consultorio, Udi e Cif lavoriamo in rete. Abbiamo messo a punto un volantino che verrà tradotto nella lingua delle donne che abortiscono in percentuale maggiore. Abbiamo messo in campo numerosi aiuti, chiesto l’aiuto di specialisti. E rispetto alla contraccezione a settembre verrà discussa una nostra interrogazione che si pone l’obiettivo di fare luce sulla situazione a Carpi in quest’ambito». —

S.A.
 

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