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Pediatria si riorganizza Alla guida il direttore Rota

Alfonso Scibona
Pediatria si riorganizza Alla guida il direttore Rota

«Vogliamo diventare un’eccellenza anche nelle cure dei neonati prematuri» «Stiamo già lavorando su strumentazioni ad hoc e formazione. Pronti nel 2019»

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Riorganizzazione nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Sassuolo, dove è arrivato di recente anche il dottor Claudio Rota, nuovo direttore, che subentra al dottor Claudio Zanacca, che è andato il pensione. «Dopo 30 anni di attività in terapia intensiva neonatale – ha detto il nuovo direttore - passare ad un’attività di responsabilità in un ospedale come Sassuolo, che ha una pediatria e vuole sviluppare l’assistenza ai neonati anche prematuri è sicuramente per me un’esperienza altamente stimolante. Oltre all’aspetto organizzativo esiste una dimensione che è quella dello sviluppo della neonatologia in questo ospedale che ha risvolti professionali importanti che coinvolgono sia l’organico di pediatria sia l’organico di ostetricia sia l’organizzazione stessa dell’ospedale e quindi è una sfida su più settori. Penso che per l’organico medico, infermieristico e per la disponibilità della struttura sarà possibile affrontare il tutto con intraprendenza e serenità. Quindi io penso che ce la faremo e ce la faremo in tempi anche brevi».

Cosa mancava e cosa è urgente aggiungere?

«Il mandato prioritario che io ho ricevuto dalla dirigenza dell’ospedale di Sassuolo - è di consolidare ed espandere l’assistenza ai neonati, anche pretermine e questa è sicuramente una dimensione su cui stiamo cominciando a lavorare sia in termini di acquisizione di strumentazione sia in termini di formazione del personale sia in termini di quantità del personale da utilizzare. Che cosa c’è di positivo: che sia l’organico medico sia l’organico infermieristico della pediatria sono entrambi caratterizzati da una dinamicità e da una disponibilità a fare che lasciano prevedere che questo sarà un percorso fattibile, gratificante, che possa rispondere alle necessità ed alle richieste della popolazione della zona di Sassuolo. Per le qualità umane e professionali che ho visto nelle persone, medici ed infermieri, del reparto, penso che sia una strada assolutamente percorribile. Oltre questo, in questa realtà c’è una struttura gestionale che per sue caratteristiche strutturali, intrinseche, è dinamica e può essere il supporto perché queste attività vengano svolte bene ed in modo completo».

Cosa ha intenzione di fare in più per trattenere i piccoli pazienti a Sassuolo rispetto all’invio a Modena?

«Per quanto riguarda l’assistenza pediatrica si tratta di consolidare delle attività che c’erano già ed erano già riconosciute dalla fiducia dei genitori per far curare i loro bambini in questa struttura. Per quanto riguarda la neonatologia una parte dell’attività c’era, un’altra parte, quella che sarà dedicata ai bambini prematuri, non eccessivamente prematuri, per loro rimane la competenza del centro terapia intensiva neonatale di Modena, per la fascia dei moderatamente prematuri, questo è un settore in cui l’attività qui sarà nuova e quindi chi si troverà ad affrontare un parto non eccessivamente pretermine potrà avere una risposta, presumo soddisfacente e completa. Per le verifiche e la ricognizione della situazione fatta, sia per il personale sia per le strutture, io penso che il 2019 sarà già l’anno in cui si inizierà a lavorare in questa direzione. Penso che già i nati sassolesi moderatamente pretermine, troveranno qui una risposta». —

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