Incidenti da distrazione: anche a Modena scatta il sequestro di cellulare
Mentre il governo pensa alla linea dura con ritiro patente, a Modena una direttiva della Procura che non darà scampo a chi sgarra
MODENA. Da Roma, cavalcando l’onda del recente disastro bolognese, il ministro Toninelli tuona: «Ritirare la patente a chi usa il cellulare mentre guida». E il giro di vite contro la distrazione al volante, causa sempre più frequente di tragedie stradali, deve passare necessariamente dai controlli e dalla prevenzione.
LA DIRETTIVA In questo senso Modena guarda già avanti: recentemente, da una quindicina di giorni, anche nel nostro territorio le forze dell’ordine potranno sequestrare lo smartphone agli autisti in occasione di incidenti mortali o di sinistri importanti, quelli con uno o più feriti gravi. Lo ha deciso la Procura di Modena dandone specifica comunicazione con una direttiva. D’ora in poi, in caso di incidenti, la polizia stradale così come la Municipale, i cui operatori solitamente intervengono su strada, così come le altre forze dell’ordine che sono chiamate agli accertamenti di legge, avranno un’arma in più per chiarire dinamica, circostanze, situazioni a rischio. In altre parole uno strumento determinante per arrivare a conoscere il “cosa” ha causato l’incidente. Il provvedimento deciso della procura modenese viene dopo quelli analoghi già adottati in altre zone d’Italia.
A tirare le fila è stato il Friuli-Venezia Giulia: la Procura di Pordenone ha emanato una direttiva per rispondere all'appello della polizia stradale friulana: il cellulare potrà essere sequestrato ma non solo, è data possibilità di passare al setaccio anche tutte le altre apparecchiature tecnologiche all’interno del mezzo che, in qualche modo, possono aver interferito con la guida. Stessa disposizione è stata diffusa anche a Torino.
I CONTROLLI Nel frattempo, lungo le strade, sotto con i controlli tradizionali che non sono sempre efficaci nonostante il fenomeno sia diffuso e sia facile per i cittadini stessi accorgersi di questo o quello beatamente in conversazione o impegnato ping pong di messaggi. Come spiegano gli addetti ai lavori se si fanno posti di blocco statici spesso gli automobilisti avvertono chi incontrano dando una lampeggiata, in altri casi, quando la pattuglia è in movimento qualcuno viene sorpreso quando l’auto viene affiancata al semaforo e l’autista è colto in flagranza. Altrimenti, dicono, non è semplice: gli input vengono da parecchi dispositivi e la tecno-distrazione è una tentazione in cui cadono anche i più disciplinati. —
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