Gazzetta di Modena

Modena

INTERVISTA a roberto giuliani 

«Azzardo: a Modena un’era proibizionista»

LUCA GARDINALE
«Azzardo: a Modena un’era proibizionista»

Dalla “Giochi Giuliani” una netta bocciatura al Comune per la decisione di stoppare le slot nei luoghi sensibili

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«Il fatto è questo: gli anziani, quando escono da messa, è più facile che vadano al bar a farsi un pezzo di gnocco e un Lambrusco, mentre i ragazzini, se sono interessati al gioco, si buttano sui cellulari che hanno in mano 24 ore su 24». Una (doppia) immagine efficace per spiegare che no, la legge regionale - e la conseguente applicazione da parte del Comune di Modena - non gli è piaciuta, prima di tutto perché la ritiene inefficace per combattere le ludopatie.

A intervenire sul tema azzardo, all’indomani dell’annuncio dell’assessore alla Legalità Andrea Bosi - che a breve farà partire le lettere ai 250 bar e tabacchi cittadini vicini ai luoghi sensibili che ospitano le “macchinette”, intimando loro di non rinnovare i contratti in essere - è Roberto Giuliani, patron di una delle prime società del settore in Italia, la Giochi Giuliani di Savignano.

«Dall’amministrazione modenese non ho visto grandi innovazioni - spiega - ma, semplicemente, il Comune ha fatto proprie le nuove norme regionali». Quello che non va, secondo Giuliani, è la decisione di allontanare le slot dai luoghi sensibili come scuole, chiese e centri ricreativi: «Si tratta di luoghi frequentati in gran parte da persone che non hanno mai giocato con le slot - riprende il rappresentante della società di Savignano - mentre allo stesso tempo vengono lasciati a loro portata “gratta e vinci” e soprattutto i cellulari, con i quali i minori hanno la possibilità di giocare come e quando vogliono. Del resto, già con i “social games” molto amati dai ragazzi, quelli in cui per scalare le classifiche bisogna pagare, stiamo iniziando i nostri figli all’azzardo. Insomma - incalza Giuliani - per combattere davvero le ludopatie bisognerebbe fare un lavoro ben più profondo a livello sociale, e non risolvere tutto con un “distanziometro” che manda via le slot da luoghi che, ripeto, sono in gran parte frequentati da persone che non hanno mai giocato. Se poi l’assessore Bosi sta pensando a un intervento per tutelare il decoro urbano posso capirlo, ma di certo questa politica proibizionistica da Medioevo ha poco a che vedere con le ludopatie».

Allargando il discorso al governo, che con il “Decreto dignità” ha dato una stretta all’azzardo, Giuliani parla di «accanimento nei confronti del gioco legale, che non farà altro che favorire quello illegale, oggi già molto diffuso». Un accanimento che secondo l’imprenditore punisce «un’industria che conta centinaia di migliaia di operatori, minacciati da uno Stato che li considera lavoratori di serie b, e dunque sacrificabili ». —

LUCA GARDINALE

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