Gazzetta di Modena

Modena

Cavalcavia e ponti verifiche sui viadotti di Modena: lavori per 30 opere

Saverio Cioce
I lavori al cavalcavia di via Finzi avvenuto a Maggio
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I lavori al cavalcavia di via Finzi avvenuto a Maggio

Appena finiti Mazzoni e Menotti con l’uscita 15 in tangenziale. Altri due appalti da 1,1 milioni per togliere crepe e infiltrazioni

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MODENA Raggiunti sulla chat interna della giunta, gli assessori in vacanza hanno tirato un sospiro di sollievo mentre le notizie da Genova continuavano a diventare peggiori di ora in ora.

Se nel capoluogo ligure il crollo del viadotto in autostrada ha causato decine di morti la situazione di quelli modenesi cosa poteva far temere?

Quanti altri cavalcavia danneggiati ci sono a Modena dopo la manutenzione e messa in sicurezza di quello di via Ciro Menotti e del “Mazzoni”?

Domanda spontanea dopo quanto accaduto ieri a Genova. L’allarme rosso per le crepe del cavalcavia che oltrepassa via Finzi alla Sacca, sulla tangenziale Carducci, già a maggio scorso aveva mobilitato le “ stanze dei bottoni” in piazza Grande. Giusto un anno fa il Comune dovette intervenire con urgenza, per evitare che le infiltrazioni d’acqua che avevano corroso la superficie dei pilastri di cemento e portato allo scoperto i tondini di ferro delle armature, arrivassero a incrinare le parti portanti.

Di lì la scelta di un monitoraggio completo di tutti i 30 ponti e cavalcavia che sono sparsi sui 400 km della viabilità che fa capo al Comune di Modena. Speciali apparecchiature radiografarono crepe, cedimenti potenziali e danneggiamenti dovuti all’usura. Poi parti il programma completo di messa in sicurezza e manutenzione di tutti manufatti. Ora siamo a metà dell’opera: per stare nel sicuro, come dimostra la tragedia di Genova, sono stati messi nel pacchetto dei lavori da eseguire per 2 milioni di euro, anche 50 mila euro per le prove di carico sulle strutture delle carreggiate. Il traffico pesante, le vibrazioni dei Tir che passano battendo ogni volta sui giunti di dilatazione, finiscono per essere un martellamento continuo che fa vibrare le strutture.

Il risultato finale? Se per i due cavalcavia in città, più quello all’uscita 15, con i lavori appena terminati, sono stati spesi 440 mila euro più altri 440 mila per i giunti, c’è un altro milione e duecentomila euro che andrà speso per la parte restante dei ponti. I cavalcavia in tangenziale più quelli sopra la ferrovia dovrebbero essere a posto. Ora il lavoro si sposta sulle strutture più periferiche per controllare lo stato dei pluviali (in modo da evitare il bis dei problemi del 2017), il danneggiamento dello strato esterno del calcestruzzo ed eventualmente anche dei tondini che si stanno arrugginendo. Vernici speciali serviranno a coprire e proteggere tutte le parti in cemento, sottoposte a erosione .

È probabile che la catastrofe di Genova serva ad accelerare i bandi d’appalto che comunque procedono come da programma. Il progetto è quello di arrivare a fine 2019 con tutti i lavori finiti.
 

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