Maranello. La baracchina di Luciano: la “Ferrari” del cocomero
Da 66 anni la famiglia Malagoli gestisce in estate il chiosco su via Claudia Tappa fissa anche dei piloti del Cavallino. «Ormai siamo gli unici nel Modenese»
MARANELLO La prima cocomera fu tagliata nel lontano 1952. Da allora la famiglia Malagoli ha unito al rosso ferrarista di Maranello il gusto di un frutto inconfondibile. Verrebbe da dire che il rosso Ferrari sta a Maranello quanto da queste parti il rosso dell’anguria sta alla baracchina della famiglia Malagoli. Arrivata alla seconda generazione di gestori. Per tutti un punto di riferimento nelle calde estati maranellesi.
Affacciata su Via Claudia, la strada che collega Maranello a Sassuolo, a ridosso del centro cittadino, il colore rosso diventa caratteristica inconfondibile del paese, che si addobba a tema e che celebra il Rosso in ogni sua sfaccettatura.
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C’è però un rosso diverso: più dolce, fresco, genuino. Racchiuso da un guscio verde smeraldo, le cocomere di Luciano Malagoli sono di un rosso intenso, buone ancora prima di assaggiarle, certi che il colore possa essere condizione necessaria per trasmettere sapore, qualità e fiducia.
In effetti Luciano di cocomere se ne intende bene. Il suo curriculum parla chiaro: 36 anni d’attività nell’offrire ai suoi clienti cocomere a fette di prima qualità. Una garanzia. Un marchio doc. Un brand con angurie record che raggiungono anche i 50 chili.
«Chi si ferma a mangiarne una fetta sa di alzarsi soddisfatto, d’altra parte io vendo solo questo e non posso permettermi di avere un frutto di media qualità. Le mie cocomere sono dall’ 8 in su - avverte impavido i suoi clienti ancor prima di aprire una nuova anguria - in una scala da 1 a 10».
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Mentre Graziella, la moglie di Luciano, fa accomodare i clienti ai tavolini, lui ripone il resto della cocomera in frigo: di quelli vecchi e che fanno rumore quando lavorano. Baracchina un po’ vintage... Come la televisione ancora con l’antenna, una delle ultime in circolazione e che trasmette un senso d’antico, tradizionale, genuino, ai suoi clienti. «Molti di questi clienti li ho visti crescere, alcuni addirittura nascere -racconta con un sorriso lo storico gestore - Ho iniziato a fare questo mestiere che avevo 10 anni. Allora era mio padre, Gino, a dirigere l’attività e io gli tenevo solamente compagnia. Crescendo ho trovato lavoro alla Ferrari, dove sono stato per 35 anni e quando finivo il turno in fabbrica lo raggiungevo. La gente di Maranello lo chiamava “Il mago” perché sapeva riconoscere una cocomera buona o cattiva semplicemente osservandola, era il migliore nel suo mestiere», dice orgogliosamente riportando alla luce e sfogliando un vecchio album di famiglia. Le immagini ingiallite dal tempo rivivono i momenti felici che Luciano ha trascorso con suo papà Gino, scomparso nel 1995 dopo 40 anni da cocomeraio.
«I tempi oggi sono molto cambiati - spiega Luciano - una volta fare questo mestiere era comune, solo a Maranello eravamo in tre a dividerci la piazza. Oggi siamo rimasti solo io e mia moglie in paese e anche in provincia sono rimasti in pochi: se considerate che io vendo solo cocomere allora sono il solo. Questo però è positivo, non tanto per le vendite ma per i miei clienti. Oggi ho 72 anni e molti che passano e assaggiano la “rossa” sono cresciuti qui, tra una fetta di anguria e un paio di chiacchiere puntuali ogni estate. «Alcune volte arrivano clienti famosi direttamente dalla Ferrari. La settimana scorsa ho servito il pilota Charles Leclerc e spesso si ferma per un “pit stop” Antonio Giovinazzi» , dice Graziella. —
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